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sabato 2 giugno 2012

Gestione responsabile delle risorse,vallo a spiegare a chi di dovere...... (parte prima)


Gestione responsabile delle risorse,vallo a spiegare a chi di dovere...... (parte prima)


Il diboscamento (o disboscamento [1]), indica l'eliminazione della vegetazione arborea in un'area boschiva. Le ragioni per cui si procede a tale operazioni possono essere molteplici e possono essere sia positive che negative dal punto di vista ambientale: si può eseguire un disboscamento inteso come taglio di piante vecchie, malate, bruciate per la cura dei boschi oppure, in determinate zone, per la produzione di legname oppure per la costruzione di strade, edifici, piste da sci, uso agricolo del suolo.
Quando il diboscamento è esteso e duraturo, effettuato per motivi commerciali o per sfruttare il terreno per la coltivazione, si parla di deforestazione, con accezione negativa. Un esempio di deforestazione è l'eradicazione illegale di alcune zone boscate per la costruzione di opere murarie, attività agricole o commerciali di vario tipo. Anche deforestazione e diboscamento illegale non sono comunque propriamente sinonimi.
Diboscamento, deforestazione e diboscamento illegale non devono essere confusi col taglio del bosco, che è invece finalizzato alla salvaguardia della vegetazione (taglio di piante malate, vecchie, secche, bruciate...) o a ricavare legname dalla foresta, garantendo la rigenerazione e la conservazione della vegetazione. Il taglio del bosco è attuato attraverso i criteri tecnici della selvicoltura.Le foreste e i boschi oggi coprono un’area pari a circa 4 miliardi di ettari, il 30 per cento cioè delle terre emerse. La loro presenza è fondamentale:
  • forniscono un habitat naturale per molte specie viventi, contribuendo in maniera significativa alla salvaguardia della biodiversità
  • sono indispensabili per la tutela delle acque e del suolo
  • forniscono legname e altri prodotti
  • evitano il pericolo di valanghe
  • contrastano la desertificazione
  • proteggono le zone costiere
Funzionano inoltre come serbatoi di assorbimento del carbonio mitigando gli effetti dei cambiamenti climatici.
La deforestazione è un fenomeno estremamente allarmante: ogni anno vanno perduti tra 11 e 15 milioni di ettari di foreste naturali (dati FAO - Food and Agriculture Organization of the United Nations  www.fao.org ). Come dire che ogni tre secondi scompare l’equivalente di un campo di calcio.. In un decennio è andata distrutta una foresta grande come l’Egitto!
BREVE ED EFFICACE SPOT CONTRO LA DISTRUZIONE DELLE FORESTE PRIMARIE a cura di GREENPEACE
 
Nel periodo compreso tra il 2000 ed il 2005, il Sudamerica ha subito la più ampia perdita netta di foreste (circa 4,3 milioni di ettari l’anno), seguita dall’Africa, che ha perduto 4 milioni di ettari l’anno.La deforestazione è spesso frutto di un’errata gestione del territorio e di evidenti speculazioni. Ben oltre il 10% della foresta amazzonica, infatti, è già stato distrutto dal taglio illegale per il commercio di legname, dagli incendi dolosi e dai disboscamenti per far posto a grandi allevamenti, a centrali elettriche o, caso sempre più frequente, a coltivazioni finalizzate a produrre “agrocombustibili” (palma africana, mais, ecc..).
Una delle principali conseguenze della deforestazione è il rilascio di gas serra nell'atmosfera; questo fenomeno rischia così di aggravare ulteriormente le conseguenze sul clima delle concentrazioni ormai altissime di anidride carbonica in atmosfera.
Alla distruzione di questi ambienti si accompagna l’estinzione di numerose piante e animali, a un ritmo che è aumentato vertiginosamente negli ultimi decenni.







  I metodi per controllare e ridurre il diboscamento sono numerosi, ma tutti dipendono dalla volontà politica di attuarli, anche in contrasto con forti interessi economici, spesso legati all'economia del diboscamento illegale, un affare che si aggira intorno ai 150 miliardi di dollari annui [3].Secondo un rapporto della FAO, il diboscamento, nell'ultimo decennio, ha rallentato rispetto agli anni novanta, ma procede ancora ad un ritmo troppo veloce per essere sostenibile. Tra il 2000 ed il 2010 la perdita netta di foreste è stata di 5,2 milioni di ettari all'anno, contro gli 8,3 milioni del decennio precedente. In particolare, le zone più colpite sono il Sud America e l'Africa orientale e meridionale. Il diboscamento ha rallentato molto nell'Asia meridionale, mentre le foreste registrano addirittura una crescita in Nord America, Europa ed Asia Orientale.Qualche settimana fà ho scattato queste foto sul Monte di Buceto (isola d'ischia).












Come ogni anno anche la nostra isola è vittima di questo scempio!!Non possiamo assistere passivamente a tutto ciò...prima o poi ci sarà presentato il conto!!                                                                                                                                                                    

Fonti  Wikipedia   La Rea  Youtube                 per approfondire:http://www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&root=690
                                                                                                  http://www.greenpeace.it/deforestazionezero/

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