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lunedì 18 febbraio 2013

CHI HA GOVERNATO IN ITALIA ... NEGLI ULTIMI 20 ANNI???


CHI HA GOVERNATO IN ITALIA ...

NEGLI ULTIMI 20 ANNI???

Quanti poveracci credono ancora che Bersani sia contro Berlusca o addirittura contro Monti?

E' una finta competizione elettorale. E' una finta guerra fra i tre leader "maximi" ( ma solo per i loro media, prenderanno una legnata a queste elezioni). Giocano una parte, ora fanno finta di litigare, di essere rivali. Il tutto per prendersi i voti dei soliti babbei, per quelle persone che vedono la politica come misero "tifo" e non come servizio alla comunità.
Nei fatti i tre hanno governato insieme fino a ieri, hanno governato tutti loro più di una volta e hanno tutti loro fallito. Ci saranno dei colpevoli per questo disastro economico o no?
Chi ci ha governato fino a oggi? pinco pallino?
Questi elettori che si dividono ancora fra cdx e csx sono talmente imbevuti di propaganda che sono seriamente convinti che la colpa del disastro sia o solo del cdx o solo del csx.
Da una parte è 20 anni che si informano su mediaset e mer.da varia, dall'altra sono cresciuti tra Repubblica e tg3.
Queste persone sono irrecuperabili ma il cambiamento avverrà lo stesso. Basta una minoranza organizzata per liberare il paese dalla partitocrazia.D.
Mi raccomando ..NON votate sempre gli stessi 2 partiti (C-SX...C-DX ) zeppi di ladri, imprenditori,finti cattolici, conservatori di destra, economisti di destra,pseudo-comunisti,finti economisti di sinistra, democristiani e socialisti sfuggiti a "mani pulite".






Questa era l'opposizione a Berlusconi!
Intervento di Luciano Violante alla Camera dei Deputati che spiega senza nessuna vergogna (e con una punta d'orgoglio) che la sinistra italiana ha permesso a Berlusconi di entrare in politica nonostante i conflitti di interesse, moltiplicando il fatturato di Mediaset. 

Estratto da "Viva Zapatero!" di Sabina Guzzanti


I MISFATTI DEI GOVERNI DI "CENTRO-SINISTRA''
"Ulivo, cinque anni di buon lavoro'', così titola la resuscitata "Unità'' del 13 aprile il servizio sulla presentazione del "Rapporto Italia'': centosessanta pagine fitte fitte di grafici e di cifre su cinque anni di "centro-sinistra'' al governo redatto dai gruppi parlamentari e presentato in pompa magna nella sala del Cenacolo di Roma dal premier Giuliano Amato, dal suo predecessore Massimo D'Alema e dai candidati premier e vice premier Francesco Rutelli e Piero Fassino.
Cifre false e manipolate là dove vantano di aver ridotto la disoccupazione quando in realtà ciò che è stata ridotta all'osso è l'occupazione stabile e a salario pieno a vantaggio del precariato e della sottoccupazione. Cifre vere quando vantano il record delle privatizzazioni e di aver imposto una politica sociale di stampo privatistico e familista.
Ciò che ha fatto o tentato di fare il polo di Berlusconi e Fini negli otto mesi del suo governo è ben noto all'elettorato di sinistra e non occuperemo qui spazio ad elencarlo. Meno noto è che in questi cinque anni i quattro governi di "centro-sinistra'' (Prodi, D'Alema, D'Alema-bis e Amato), col sostegno dei falsi partiti comunisti PRC e PdCI, si sono macchiati di misfatti che nemmeno i governi democristiani avrebbero avuto il coraggio di compiere.
Ne elencheremo gli atti più rilevanti senza la pretesa di essere esaustivi, ma solo allo scopo di dimostrare che ciò che sono stati capaci di fare a danno delle masse lavoratrici, popolari, femminili e giovanili e del Sud è degno dei peggiori governi di destra e dello stesso regime fascista di Mussolini.
Si tenga presente che il governo Prodi, appoggiato anche dal PRC, è stato in carica dal 17.5.96 al 20.10.98; il governo D'Alema dal 21.10.98 al 21.12.99; il governo D'Alema-bis dal 22.12.99 al 17.4.00; il governo Amato è in carica dal 28.4.00.
UNA POLITICA ECONOMICA E FINANZIARIA FEROCEMENTE ANTIPOPOLARE
Per sostenere l'entrata dell'Italia nell'Euro e la competitività del capitalismo italiano in Europa e nel mondo, i governi di "centro-sinistra'' non hanno esitato a torchiare all'inverosimile i lavoratori e le masse.
In cinque anni fra leggi finanziarie e manovre aggiuntive sono stati estorti alle masse ben 148 mila miliardi di lire fra maggiori entrate e tagli alla spesa sociale, assistenziale, sanitaria e previdenziale. Senza contare i continui rialzi delle tariffe controllate che hanno pesato enormemente sui bilanci familiari per servizi e beni di prima necessità come acqua, luce, gas, telefono, fognature, rifiuti. Inoltre, in base al federalismo fiscale, non si contano più i balzelli locali finanche le addizionali Irpef per regioni e comuni introdotte proprio in questi anni.
Al contrario, generosi sono stati i regali alle imprese e ai padroni: dalla proroga del condono previdenziale, all'introduzione della Dual income tax (Dit) che riduce le tasse alle imprese, agli incentivi alla rottamazione delle auto, agli sgravi fiscali e alle agevolazioni per le imprese che decidono di investire al Sud.
In questo quadro e nel quadro della cancellazione dello "Stato sociale'' e della privatizzazione dei servizi sociali, si possono annoverare anche le misure via via assunte dai vari governi di "centro-sinistra'' a favore del "terzo settore'', nonché quelle misure volte ad agevolare la previdenza integrativa che stenta a decollare attraverso agevolazioni fiscali e lo scippo del Tfr, ossia delle liquidazioni.
IL RECORD DELLE PRIVATIZZAZIONI
I governi di "centro-sinistra'' hanno realizzato il non meritevole record mondiale delle privatizzazioni superando di gran lunga la Gran Bretagna della Thatcher e di Blair. In cinque anni quasi tutte le più importanti aziende pubbliche sono state svendute ai privati creando montagne di profitti, almeno 110.000 "esuberi'', cioè lavoratori licenziati o in via di licenziamento e soprattutto la perdita del controllo da parte dello Stato di importanti servizi come l'energia, le telecomunicazioni, i trasporti.
Uno dei primi atti del governo Prodi è stata la privatizzazione della terza e ultima tranche di azioni dell'Ina (21.6.96). A seguire, la terza e ultima tranche dell'Imi. Poi è stata la volta della Stet, con lo scorporo e la vendita della Seat, la società che gestisce le "pagine gialle''. Il PRC prima si dice contrario, poi si allinea alla maggioranza. La Stet viene successivamente incorporata nella Telecom il cui pacchetto azionario pubblico viene messo in vendita nell'ottobre '97.
Intanto, nel luglio '96, si dà attuazione alla privatizzazione dei servizi pubblici locali attraverso la costituzione di società per azioni in cui i Comuni possono partecipare solo con quote minoritarie. Il 21 aprile '99, il governo D'Alema approva un disegno di legge che privatizza definitivamente i servizi pubblici locali. Tutte le aziende municipalizzate (ossia aziende speciali e i consorzi gestiti direttamente dai comuni) che erogano in regime di monopolio acqua, gas, elettricità, trasporti urbani, rifiuti urbani vengono trasformate in "imprese''.
è poi la volta dell'Iri, i cui pezzi più pregiati Alitalia, Autostrade, Finmeccanica, Fincantieri e Aeroporti di Roma vengono a uno a uno messi sul mercato, fino alla sua liquidazione che avviene il 28 giugno 2000.
Il 16 aprile '97 viene privatizzato l'Istituto San Paolo di Torino. Il 16 gennaio '98 viene approvato il decreto legislativo che liberalizza il commercio abolendo licenze e regole di orario. Viene poi liberalizzata la telefonia fissa (16.2.98) e l'energia elettrica che porterà in breve tempo (il 25.10.99) alla privatizzazione dell'Enel.
Il decreto legislativo del 19.5.00 mette fine al monopolio dell'Eni sul gas.
La legge sulla Tv (legge Maccanico) approvata anche con il voto del PRC, che peraltro ha fatto salve le reti di Berlusconi, va nel senso della privatizzazione della Rai. Passi decisivi sono stati compiuti anche verso la privatizzazione delle Ferrovie (decreto del 27.3.98) e dell'Ente Poste trasformato in Spa il 16.1.98.
D'Alema arriva anche a vendere i beni demaniali ai privati, fra cui il Foro italico e lo Stadio olimpico.
SELVAGGIA LIBERALIZZAZIONE DEL "MERCATO DEL LAVORO'' E ATTACCO AI DIRITTI SINDACALI
Oltre ai regali fiscali e alle privatizzazioni i governi di "centro-sinistra'' hanno portato in dono ai capitalisti la piena liberalizzazione e privatizzazione del "mercato del lavoro'' all'insegna della famigerata "politica dei redditi'', del "patto sociale'' e del supersfruttamento.
Si inizia il 24 settembre 1996, quando governo, confederazioni padronali e vertici sindacali siglano un "patto sul lavoro'' in continuità e andando oltre l'accordo del 23 luglio '93 di Amato che cancellava la scala mobile e inaugurava la "politica dei redditi''. Il "patto'' di Prodi prevede flessibilità sul lavoro e sui salari, lavoro precario, "lavori socialmente utili'', "salario d'ingresso'', "contratti d'area'', contratti formazione-lavoro, lavoro in affitto (interinale), estensione dell'apprendistato a tutti i settori, stage, la privatizzazione del collocamento, sgravi fiscali e previdenziali alle aziende.
A distanza di pochi mesi, il 18 giugno '97, viene approvata la legge Treu, con i voti del PRC, che sulla base del "patto'' sancisce la completa deregolamentazione del "mercato del lavoro'' e la sua progressiva privatizzazione.
Nello stesso quadro il 1• ottobre 1998 viene approvato il decreto legislativo per l'istituzione dell'Agenzia "Sviluppo Italia'' che nella sostanza liberalizza e deregolamenta il "mercato del lavoro'' al Sud.
Nel frattempo viene privatizzato il collocamento (decreto legislativo del 23.12.97 e decreto attuativo del 13.5.98).
Nel luglio '98, in barba alla promessa sulla riduzione dell'orario di lavoro a 35 ore, viene prorogato e peggiorato il regime degli straordinari attraverso un decreto governativo.
Il 28 novembre 1998 viene approvata la "riforma'' dei "Lavoratori socialmente utili''. Gli Lsu vengono trasformati in strumenti attivi del "mercato del lavoro'', ossia viene istituzionalizzato il lavoro nero, precario e sottopagato.
Il 22 dicembre 1998 viene siglato un nuovo "patto sociale'', il cosiddetto "patto di Natale'', fra governo D'Alema, associazioni padronali e sindacati sempre all'insegna della flessibilità e del supersfruttamento.
La mannaia del governo si abbatte sul pubblico impiego, anche in virtù della controriforma federalista Bassanini della pubblica amministrazione. Si inizia col blocco delle assunzioni e delle liquidazioni per sei mesi nel pubblico impiego stabilito nella finanziaria '97. Poi il primo accordo governo-sindacati del 12.3.97 introduce la flessibilità selvaggia e le "gabbie salariali''. I contratti della sanità e della scuola vengono chiusi all'insegna della privatizzazione del rapporto di lavoro. Il 10 agosto 2000 viene firmato l'accordo governo-sindacati che introduce nel pubblico impiego persino il lavoro temporaneo e interinale.
Il 24 aprile 2000 viene approvato un decreto legislativo sullo status di disoccupato che costringe i disoccupati ad adattarsi totalmente alle leggi del mercato capitalistico.
In una simile politica antioperaia e antisindacale non poteva mancare l'ennesimo attacco al diritto di sciopero con l'approvazione definitiva il 4 aprile 2000 di una nuova legge antisciopero nei "servizi pubblici essenziali'', che peggiora quella fascista del 1990. Un'approvazione favorita dalla rinuncia all'ostruzionismo parlamentare da parte del PRC.
Peraltro, il disprezzo del diritto di sciopero e dei diritti sindacali dei lavoratori era già stato mostrato in particolare dal governo D'Alema allorché fu siglato il patto con i padroni e il sindacato che cancellava di fatto il diritto di sciopero durante il giubileo, le precettazioni dei ferrovieri e del personale di volo, nonché il rifiuto di costituirsi in giudizio contro i referendum liberticidi, antioperai e antisindacali dei radicali, poi fortunatamente falliti.
CANCELLATO LO "STATO SOCIALE''
I governi di "centro-sinistra'' hanno dato dei colpi mortali allo "Stato sociale'' cancellando di fatto il diritto universale alla salute, all'assistenza e alla previdenza pubbliche e attuando una politica privatizzatrice e di stampo familista.
Già nel giugno '97 si apre la trattativa fra governo, sindacati e Confindustria sulla "riforma'' dello "Stato sociale'' con l'obiettivo di tagliare la spesa sociale e la partecipazione dello Stato alla gestione della previdenza, della sanità, dell'assistenza e del "mercato del lavoro''.
I primi risultati sono l'accordo governo-sindacati sulle pensioni del 1• novembre 1997 per completare e accelerare la controriforma Dini e il maxiemendamento alla finanziaria '98, con tagli strutturali alla spesa sociale, che viene definitiva una vera e propria "riforma''.
Il 27 marzo 1998, un decreto legislativo introduce l'Ise (Indicatore della situazione economica), ossia il cosiddetto "riccometro'' che cancella l'universalità del diritto alla sanità, alla previdenza, all'assistenza e all'istruzione. Sulla stessa scia e in base allo stesso criterio, il 3 novembre 1998 il governo vara anche il "sanitometro'' con i voti del PRC.
Il 12 giugno 1998 viene introdotto il "reddito minimo di inserimento'', un'elemosina che prefigura uno "Stato sociale'' residuale e dei poveri.
Alla fine del '98 prende avvio, con il voto favorevole del PRC, anche la "riforma'' delle locazioni con la quale il governo liberalizza il mercato degli affitti e cancella l'"equo canone''.
Fra il '99 e il 2000 giungono in porto altri provvedimenti fondamentali all'insegna della privatizzazione dei servizi e del familismo neofascista e cattolico ormai sposati indissolubilmente dal "centro-sinistra''.
Il 9 marzo '99 viene approvato il disegno di legge che cancella l'asilo nido pubblico. Il 18 giugno '99 viene approvata la controriforma della sanità elaborata dalla Bindi che peggiora all'insegna della privatizzazione, aziendalizzazione e regionalizzazione le "riforme'' precedenti.
L'8 marzo 2000 viene definitivamente approvata dal parlamento la legge sui congedi parentali che a ragione viene definita la prima legge organica di stampo familista. Infine, il 18 ottobre 2000, viene approvata dal parlamento la legge quadro sull'assistenza che dà l'ultimo colpo demolitore allo "Stato sociale'' e al diritto universale ai servizi sociali e all'assistenza privatizzandoli e scaricandoli sulla famiglia e le donne.
SCUOLA E UNIVERSITA' DELLA SECONDA REPUBBLICA
Particolarmente solerti sono stati i governi di "centro-sinistra'' nel completare e accelerare l'attuazione delle controriforme scolastica e universitaria.
Si parte con il decreto del 25 luglio '96 che legalizza e generalizza il numero chiuso per gli accessi all'università già previsto nella legge 341/90.
Con la "riforma'' Bassanini della Pubblica amministrazione viene concessa l'"autonomia scolastica''. Nel novembre '96, prende il via la "riforma'' degli esami di Stato che sarà varata definitivamente nell'autunno '98.
La scuola della seconda repubblica prende completamente volto nei primi mesi del 2000 quando arrivano in porto la legge quadro sul "riordino dei cicli scolastici'' (approvata definitivamente il 2.2.2000) che penalizza i figli del popolo, ripristina l'avviamento al lavoro e asserve la scuola direttamente ai capitalisti, e la legge sulla "parità scolastica'' (approvata definitivamente il 2.3.2000) da sempre invocata dalla destra e dal Vaticano, che equipara le scuole private a quelle pubbliche.
Il decreto Zecchino del febbraio 2000 e il decreto attuativo del regolamento sull'"autonomia didattica'' dell'agosto 2000 completano invece la controriforma universitaria inaugurata nel '90 da Ruberti.
LA CORRUZIONE E LA MAFIA IMPERANO
I governi di "centro-sinistra'' non sono brillati nemmeno per "moralità''.
Nel marzo '98 il sottosegretario agli Interni Angelo Giorgianni (RI) viene accusato di collusione mafiosa ed è costretto a dimettersi. Nell'aprile '99 viene arrestato il sottosegretario al Tesoro Stefano (Nuccio) Cusumano (Udr) per collusione mafiosa. Nel '99 vengono condannati per abusivismo edilizio Franco Bassanini (vice di D'Alema) e Vincenzo Visco (ministro delle Finanze). Nel settembre '99 esplode lo scandalo della "missione Arcobaleno'', fiore all'occhiello del governo interventista D'Alema.
Nel gennaio '97, Prodi e Flick approntano un disegno di legge sul "patteggiamento allargato'', che rappresenta un vero e proprio colpo di spugna su tangentopoli. Il 26 gennaio 2000 viene varata la commissione per cancellare tangentopoli proprio come voleva Craxi.
Con un emendamento collegato alla Finanziaria '97 vengono abbonati 300 miliardi di tasse arretrati a ex parlamentari e consiglieri regionali. Nel dicembre '96 il parlamento restaura la legge sul finanziamento pubblico dei partiti.
Nel marzo '97, con decreto ministeriale viene aumentato del 10% lo stipendio a sindaci, presidenti di provincia e delle aziende speciali, assessori e consiglieri. Nell'ottobre '97 lo stipendio dei ministri viene equiparato a quello d'oro dei parlamentari. Quadruplicato lo stipendio dei ministri "tecnici'', ossia non parlamentari.
Nel 1998 il governo decide l'acquisto di 2 jet presidenziali da 150 miliardi e Prodi si triplica il fondo-spese di rappresentanza.
Fonte:http://www.pmli.it/misfattideigovernicentrosinistra.htm


I misfatti del Governo Berlusconi, tutte le bugie svelate




Il terremoto dell'Aquila è stata una mano santa per tutti: palazzinari, mezzi d'informazione, politicanti, pseudo salvatori della patria, intellettuali. E così, quando anche George Clooney ha fatto la sua comparsa in città Sabina Guzzanti ha deciso di partire anche lei.
Un’ Italia ridotta a fettine
di Fernando Cannizzaro 06 ottobre 2012
  Leggo sui quotidiani che il PDL è finito in macerie. Si dice pure che Berlusconi voglia ritirasi dalla politi ca. Attenzione! La notizia va attentamente verificata ed occorre anche aspettare del tempo.. Ormai conosciamo bene il Cavaliere e le sue sortite. Sappiamo anche che, in genere, le dichiarazioni roboanti vengono smentite pochi giorni dopo. Chiediamoci inoltre cosa ci sia sotto. Per linearità di ragionamento supponiamo che il Cavaliere dica la verità.  In tal caso non sappiamo neanche Noi da dove cominciare. Gli ultimi scandali  della Regione Lazio hanno determinato un precipitoso calo di credibilità in seno al PDL. Un Partito senza precise ideologie, con un insieme di politici raccogliticci provenienti  da ex partiti  politici in rottamazione (vedi DC, PSI, Msi, AN ecc…) che cercavano un modo facile e fruttuoso  per fare politica tutti alla mercè di un unico Capo e finanziatore, abituati sempre a difenderlo, a spada tratta ed in ogni occasione,  anche, laddove,  era palesemente indifendibile,  non poteva che avere questo triste epilogo. Due anni e mezzo di malgoverno di PDL e Lega hanno distrutto completamente l’Italia e sarà difficile possa risollevarsi. Per la verità prima del Cavaliere c’era stato il Governo di Romano Prodi che aveva dato un forte scossone in senso negativo all’economia Italiana. Anche Romano Prodi aveva tassato senza criterio e sonoramente gli Italiani prediligendo, in particolare, la classe medio-bassa. Il risultato della morsa finanziaria di Prodi, l’insipienza politica dei quadri dirigenti del PD,  la corruzione, l’attaccamento fino all’ultimo istante alle poltrone e la disfatta dell’estrema sinistra, hanno portato come conseguente corollario la grande vittoria del PDL e della Lega alle elezioni politiche del 2008, favoriti anche da una pessima legge elettorale (Cd “porcellum”) tutt’ora in vigore. L’ascesa al Governo del Cavaliere è avvenuta principalmente anche per colpa del PD. Gli errori del passato, purtroppo, non sono serviti a niente perché il PDL e la Lega hanno fatto del tutto per affossare quel che di buono si poteva ancora rastrellare da un sistema economico ormai ridotto a brandelli, soprattutto, perché, il maggior peso del disastro finanziario era, ancora una volta, sostenuto solo dalla classe medio-bassa, ormai super tassata da anni. I ricchi erano esentasse e ridevano. La corruzione esasperata, la difesa ad ogni costo delle vicende giudiziarie di Berlusconi, lo spreco di danaro pubblico dei rimborsi elettorali, il malcostume elevato a regolare sistema di vita, hanno contribuito notevolmente a far implodere il PDL e la Lega. Molti amministratori pubblici del PDL, del PD, e della Lega si sono fatti trovare con le mani nella marmellata dalla magistratura per vecchi e nuovi reati di vicinanza a cosche mafiose e di reati contro la pubblica Amminsitrazione (peculato,corruzione,falso, ecc..) La gestione della cosa pubblica era diventata impossibile, complice anche la speculazione dei mercati finanziari europei che aveva portato lo spread a livelli altissimi. In simili condizioni il Governo Berlusconi ha dovuto cedere il passo ad un Governo tecnico, voluto da Napolitano, con a guida l’aristocratico Monti, già nominato senatore a vita, il quale, completamente sordo ai richiami dei Sindacati e dei ceti medio-bassi affossati e super tassati dai precedenti Governi di Romano Prodi e Silvio Berlusconi, ha pensato bene di dare il colpo di grazia, tassando, sempre di più, in modo indiscriminato,  i “soliti fessi” (classe medio-bassa) e non toccando neanche un euro alle lobbies finanziarie e, soprattutto, alla banche, che prendevano danaro dalla BCE al tasso dell’1% e lo distribuivano alle famiglie al 6-8%. In queste deplorevoli condizioni siamo arrivati fino ad oggi con i partiti allo sbando totale, una classe politica super indagata per corruzione e peculato (vedi, per tutte le Regioni, lo scandalo della Regione Lazio)  una economia ridotta allo stremo, il popolo alla fame e i politici che scialacquano danaro pubblico e che ti ridono in faccia. In questo stato dovremmo andare a votare nel 2013 senza ancora aver modificato la legge elettorale e con molte famiglie ridotte all’elemosina che sopravvivono con 500/600 euro al mese senza speranza di lavoro per i giovani, ai quali, i politici hanno spazzato via una intera generazione. Ditemi Voi se queste  condizioni non siano il preludio per una rivoluzione di popolo ? Cosa che ci auguriamo non avvenga mai. Se mutamento ci dovrà essere questo dovrà avvenire solo nelle forme democratiche previste dalla legge. Formuliamo l’augurio che l’Italia riesca a risollevarsi da questo mare di merda dove ce l’hanno buttata e non rimanga così ridotta a fettine.
Fonte:http://fattiemisfatti.com/2012/10/08/unitalia-a-fettine/

Il fallimento di Monti: tra numeri impietosi e conflitti di interesse....

Monti--La Grecia è il successo dell'euro.

dimissioni monti copia
401 giorni di Governo Monti. I principali provvedimenti presi dell’esecutivo:
il Decreto Salva-Italia, che ha contribuito ad aumenti indiscriminati di tasse, Iva, il salasso IMU, accise sulla benzina e con l’annessa mannaia sulle Pensioni. (L’età minima passata da 65 a 66 anni per gli uomini e da 60 a 62 per le donne, a 66 nel 2018. Gli anni di contributi saliti da 40 a 42 oer gli uomini, 41 per le donne.)
Poi è arrivato il decreto Cresci-Italia, con le liberalizzazioni, più annunciate che poi realmente attuate. A marzo è stata approvata la Riforma del Lavoro,  che ha depotenziato l’articolo 18fornendo in cambio qualche minima tutela in più per i cocopro e per gli altri lavoratori.
Ad agosto viene varata la Spending Review, la legge di Revisione della spesa, in sintesi unaserie di tagli a Sanità (con meno posti letto), Regioni (1 miliardo 700 milioni di mancati trasferimenti in tre anni), aumento delle aliquote Irpef per le regioni in ‘rosso’, qualche fondo in più per Comuni e Province in cambio del taglio del 20% sulle spese.
Sempre in estate diventa legge il Decreto Balduzzi sulla Sanità. Riforme a costo zero, senza dare un euro al Sistema Sanitario Nazionale, tanto fumo e poco arrosto.
A dicembre viene approvato il Decreto Sviluppo. Anche in questo caso, molti annunci e pochi fondi per dare impulso alla crescita. La principale novità sembra essere l’agenda digitale con provvedimenti per la ‘banda larga’ e per informatizzare le società e la pubblica amministrazione.
Infine la Legge di Stabilità 2013 con il nuovo aumento Iva dal 10 all’11%, l’aumento della tassa sulla nettezza urbana, qualche tutela in più per gli ‘esodati’ prodotti dalla Riforma Fornero delle pensioni, maggiori fondi ai Comuni e per gli ammortizzatori sociali,  stanziamenti per la Tav e per l’Abruzzo.
Tra le riforme mancate, quella sull’accorpamento delle Province.
In questi 13 mesi il consenso nell’esecutivo è andato via via calando. Dall’ampio sostegnoavuto sino a febbraio, man mano che le riforme si sono ‘fatte sentire’ sulla pelle dei cittadini c’è stato un calo di fiducia che è culminato in vere e proprie contestazioni.

8 commenti:

  1. Sai che ti frego
    i link alle paginr e li spammo sulle pagina fb
    di"rubiera5stelle"e "reggio5stelle".

    Lo sò che non ti arrabbi :-)
    Bell'articolo,davvero.

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  2. Questi dati, video e articoli bisogna schiaffarli nelle pagine ufficiali fb dei diretti interessati con una violenza terrificante. Io ho già invaso le pagine di Napolitano, Monti ( ha chiuso i commenti ), Fornero, Passera.

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  3. Bella porcata...non ho però capito cosa propongono i tuoi beniamini/burattinai...

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  4. AHAHAHHAH!!!

    E mi chiedi pure l'approvazione per pubblicare il commento?

    Ora ho capito cosa propongono i tuoi burattinai: la dittatura.

    "Turisti della democrazia"

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  5. I numeri non sono un'opinione, amico...parli di burattinai e di dittatura ....ce vò na faccia ..e sei ANONIMO!!!Roba da matti

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  6. il pdl è il principale nemico delle liberalizzazioni perchè partito di lobby. finchè saranno al governo non c è speranza di andare avanti in questo settore. basta guardare l ultima legge sulla professione di avvocato per rendersi conto che invece di liberalizzare si va nella direzione opposta

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    1. Le liberalizzazioni sono la forma più antisociale di gestione del lavoro che esiste. Perché, al contrario di come si vuol far credere, la libera competizione, distruggendo le imprese più deboli (scenario veramente barbaro), va a creare paradossalmente uno stato di monopolio simile a quello attuale dove i pochi neo-monopolisti rimasti, fuori dal controllo dello stato, sono liberi di minacciare lo stato stesso e di esempi ce ne sono tanti.

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