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sabato 5 ottobre 2013

I NUOVI BURATTINI °DEMONICRISTIANI

I NUOVI BURATTINI °DEMONICRISTIANI 

 

In questi ultimi giorni abbiamo assistito stupefatti ad un profluvio di ipocrisie, vigliaccate e menzogne. Fra tutte le falsità ascoltate nelle ultime ore, ce n’è una che mi ha indignato particolarmente. Quella cioè tendente ad accreditare l’idea di una imminente “rinascita” della Dc, propiziata dal “responsabile” accordo fra due “moderati doc” come Enrico Letta e Angelino Alfano avvenuto sotto lo sguardo commosso e severo di Giorgio Napolitano, re d’Italia e (in prospettiva) imperatore d’Etiopia. La storia della Dc è costellata di luci e ombre, ma nessuno può permettersi di confondere il partito che fu di Sturzo, De Gasperi, La Pira e Moro con le pagliacciate di due ragazzetti insipidi e vuoti, etero-diretti dai massoni reazionari continentali per completare una trasformazione in senso oligarchico e feudale della civiltà occidentale.  A tutto c’è un limite. Comprendo le ragioni che inducono il mainstream ad affibbiare la patente di “centrista ragionevole” a quelli che accettino supinamente di assecondare le pulsioni assassine che pervadono il politburo di Bruxelles. Si tratta di una strategia comunicativa sapiente e pianificata che, per contrasto, bolla come esagitati perfino i pochi che esprimono un pensiero critico morbido e argomentato. Ma quanto potrà durare un sistema di potere che si alimenta di imbrogli e raggiri? Basta autodefinirsi “moderati” per esserlo per davvero? A dispetto dei morti provocati, dei suicidi indotti e delle sofferenze dolosamente inflitte, per quanto goffamente nascoste dal piglio finto-contrito di chi continuamente si strugge  “per il bene del Paese”? Vergognatevi miserabili, ipocriti e furabutti! Abbiate il coraggio di assumere fino in fondo la responsabilità derivante dalle vostre indegne e sanguinarie condotte. Senza nascondervi dietro un paravento fumoso e in via di dissoluzione che, innalzato da media complici e compiacenti, prova a rappresentarvi come campioni di un popolo dei “moderati” alla continua ricerca di soluzioni possibili e di buon senso. Siete solo dei volgari nazisti di ritorno, altro che legittimi eredi di un partito di massa che in un paio di decenni ha trasformato un Paese come l’Italia, povero, analfabeta e agricolo, in una delle principali potenze industrializzate del pianeta. In queste ultime ore i massoni reazionari hanno lavorato alacremente per puntellare il governo del fedele servitore Enrico Letta. Non passava giorno senza che i vari Rehn, Schulz, Barroso e fratelli reazionari, ovunque dislocati, non inviassero alle solite agenzie lettere d’amore all’indirizzo del nipotino preferito del felpato zio Gianni. Accadeva lo stesso, ricorderete, durante il governo del divino Monti, quando, nonostante tutti gli indicatori economici dimostrassero il contrario, la solita carovana col cappuccio si congratulava con il becchino della Bocconi per “gli impressionanti risultati raggiunti”.
All’appello, fra gli iscritti al club degli schiavisti moderni e dissimulati, non mancano poi alcune organizzazioni cattoliche come Comunione e Fatturazione (copyright Dagospia). Usurpatori della fede come pochi, questi cialtroni armati di partita Iva, ben rappresentati dai farisei Lupi, Mauro e Formigoni, violentano quotidianamente il cielo per raccattare quote di potere in terra. Predicano a parole comprensione per i poveri, e poi li massacrano nei fatti garantendo pratico sostegno ai governi Monti e Letta nati apposta per uccidere. A breve, per non sprecare la credibilità conquistata in Europa, il massone reazionario Saccomanni preparerà una nuova bella manovra ulteriormente recessiva, fra gli applausi scroscianti del viceministro “progressista” Stefano Fassina, misero emulo del ben più ingegnoso ministro nazista del passato Hjamar Schacht (clicca per leggere). Oltre ai cicisbei e ai farisei appena descritti, però, esistono anche i famosi scribi. Categoria altrettanto infima ben rappresentata da alcuni editorialisti che, evidentemente ispirati dal Maligno, infestano di bugie e oscenità anche i giornali che fanno riferimento tanto ai Vescovi (Avvenire) quanto al Vaticano (Osservatore Romano). Nello specifico voglio oggi riferirmi a tale Marco Bellizi, cerbero in forza all’Osservatore Romano, sceso in campo per difendere il governo stragista guidato da Enrico Letta con gli argomenti tipici del curiale ipocrita che benedice il condannato prima di accompagnarlo alla forca (clicca per leggere). Come ebbe modo di avvertire Papa Paolo VI nel lontano 1972, “il fumo di Satana è entrato fra le mura Vaticane”. Evidentemente, attraverso qualche fessura postuma, deve essere penetrato pure all’interno delle redazioni giornalistiche dei principali quotidiani di ispirazione cattolica. In mezzo a tanto sfacelo, vuoto e sconquasso, però, arrivano con la forza di un uragano di luce e  di speranza le parole, alte, forti, coraggiose e nobili di Papa Francesco, nuovo punto di riferimento globale per generazioni intere di cittadini raggirati da governi giustamente accusati di “applicare misure antiumane (clicca per leggere). Un richiamo durissimo in grado di piantare una bandierina di verità in mezzo al mare di bugie che ci circonda. I nostri governanti, come denunciato da un  Papa Francesco illuminato dallo Spirito, lavorano volutamente per accrescere le sofferenze dei malcapitati cittadini che con ignominia governano. Da oggi i fedeli al servizio dei massoni reazionari che governano la Ue non hanno più alibi da rivendicare. Chi lavora per l’annientamento dei suoi simili (“misure antiumane”) è un nazista indegno di  fregiarsi del titolo di “moderato di ispirazione cattolica”. Fino a ieri ci limitavamo ad intuirlo. Oggi lo sappiamo con tanto di certificazione papale in calce.
 

PER LA SERIE “CHI L’AVREBBE DETTO”, IL MORALISTA PRESENTA “BRUTO (ALFANO) E CASSIO (GIANNI LETTA) PREPARANO LA FINE DI CESARE”

 Un articolo di Francesco Maria Toscano


Ripubblico oggi, 1/10/2013, a beneficio di coloro che “pongono il mondo a caso“, un pezzo profetico scritto in un torrido pomeriggio di Agosto. Gli idioti chiamano “complotto” alcune progettualità umane oramai palesi e scoperte. Tutto accade alla luce del sole. Non capisce solo chi non vuol capire. Buona lettura


Berlusconi ha sentito il bisogno di rivendicare la leadership del Pdl-Forza Italia perché, al di là delle untuose dichiarazione di fedeltà, sa benissimo che una parte consistente dei suoi dirigenti sta affilando i coltelli per fargli fare la fine di Cesare. Napolitano, presidente della Repubblica e vero segretario politico del Pd, è estremamente dannoso per la salute democratica del nostro sventurato Paese ma lucidissimo nel tessere trame di potere razionali e difficilmente scalfibili. Questo per dire che l’ostentata freddezza palesata da Letta, Napolitano e dall’intero Pd nei confronti della sorte personale del (ex?) capo del centrodestra è frutto di una precisa e meditata scelta politica che presuppone una circostanza non ancora venuta alla luce: l’ala dialogante del Pdl cioè, in attesa di capire se Berlusconi troverà il coraggio per davvero di dichiarare guerra al Sistema, si è già consegnata disarmata nelle mani di Giorgio Napolitano. I vari Alfano, Matteoli, Gianni Letta, Quaqliariello, Lupi e altre simili mediocrità, fingono di difendere il loro leader morente in tempo di pace, avendo in realtà occultamente già garantito a chi di dovere di abbandonarlo un secondo dopo l’apertura delle ostilità. Letta e Napolitano non hanno nessuna intenzione di incrinare un equilibrio di potere che, nonostante i continui disastri combinati, li mantiene al vertice della piramide. E se per davvero Napolitano pensasse che l’unica via per rimanere potente e adulato fosse quella di permettere l’agibilità politica del Cavaliere rimasto senza cavallo, di sicuro avrebbe immediatamente contemplato come fattibile qualsiasi ipotesi irrituale e ai limiti della legittimità costituzionale (già in passato, mentre infuriava il caso Why Not, non si fece scrupolo nel chiedere “le carte” alla Procura di Salerno che indagava sui colleghi di Catanzaro). Se Napolitano invece non intende esporsi più di tanto per difendere il vecchio satrapo milanese, vuol dire che evidentemente lo  ritiene superfluo ai fini della conservazione della poltrona sua e di quella del suo pallido ventriloquo Enrico Letta. E questa consapevolezza non avrebbe potuto sedimentarla nel caso in cui non avesse già nell’ombra raccolto unanimi attestazioni di cieca obbedienza da parte di quell’ala governista del Pdl pronta a tradire il Biscione per recitare in tv il copione tendente a dipingerli come “responsabili che si oppongono ad una pericolosa crisi di governo per non assecondare un salto nel buio che non farebbe il bene del Paese”. Questi ipocriti cicisbei, il tempo dirà se mi sbaglio, hanno già pronta la  formuletta vuota da recitare in televisione a beneficio dei gonzi che pensano per davvero che l’Italia stia uscendo dalla crisi grazie a Monti prima e a Letta ora. Chi dice che il popolo punirebbe i temerari che osassero staccare la spina all’attuale governo, odiato almeno quanto quello precedente, mente sapendo di mentire. Sentivamo le stesse fesserie quando, ai tempi del divino Monti (sembra passato un secolo anziché pochi mesi), tutte le prezzolate grandi firme del giornalismo italiano paventavano scenari tenebrosi e tristissimi pronti a raggelare gli empi tentati dallo sfiduciare il salvatore bocconiano mandato dal Padre spirituale (Mario Draghi) per redimerci dal peccato. Le cose, ricorderete, andarono in maniera esattamente opposta. Quell’ottuso di Bersani, così miope da sostenere il governo dei tecnici fino all’ultimo, fu sonoramente bocciato dagli elettori. Mentre Berlusconi, smarcatosi con invadibile tempismo, riacquistò il consenso popolare proprio rinnegando furbescamente e fuori tempo massimo un esperienza ritenuta fallimentare dal mondo intero, esclusi gli stretti congiunti di Monti e i suoi fratelli di loggia pronti a decantarne il prestigio all’estero con apprezzabile zelo. Come ripeto da tempo, a Berlusconi non restano molte strade: o cade in battaglia, da uomo, assumendosi la responsabilità storica di spiegare con dovizia di particolari la vera natura del potere massonico reazionario che occupa la Ue per diffondere miseria e fame, o esce di scena come un Forlani qualsiasi, con la bava alla bocca e pronto a farsi rieducare attraverso la richiesta dei servizi sociali alternativi al carcere. In nessuno dei due casi conserverà il suo potere. Può però ancora difendere la sua dignità e il suo decoro (ammesso naturalmente che ne abbia), meritandosi così in extremis dalla storia quella clemenza negatagli dalla Corte (di Cassazione).
Fonte: http://www.ilmoralista.it/
°Cit. Ceppo Matto

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