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giovedì 29 novembre 2012

MOVIMENTO 5 STELLE....... LA DEMOCRAZIA DIRETTA....... DA CHI????? BEPPE GRILLO E CASALEGGIO ASS.?????

MOVIMENTO 5 STELLE.......
LA DEMOCRAZIA DIRETTA.......
DA CHI?????
BEPPE GRILLO E CASALEGGIO ASS.?????




In pochi anni Beppe Grillo e il suo blog sono diventati un vero e proprio fenomeno della Rete, l’esperimento di maggior successo in Italia di un movimento nato e cresciuto sul web nel nome della democrazia digitale, dell’orizzontalità della comunicazione e della trasparenza. Ma dietro a questo risultato c’è una strategia ben pianificata. Anzi, ci sono un nome e un’azienda: Casaleggio Associati. Ecco di cosa si tratta.
È la Casaleggio Associati a curare direttamente il blog di Grillo, la rete dei Meetup, la comunicazione esterna, la strategia del movimento sulla Rete. E non solo, è anche la casa editrice che cura tutte le pubblicazioni, in Rete e non, del comico genovese e anche parte dell’organizzazione dei suoi tour. Neanche Grillo fa mistero che il suo ritorno di visibilità e il grande impatto del movimento dei «grillini» sia dovuto in gran parte alla sinergia con questa azienda specializzata nella comunicazione e nel marketing digitale. Una strategia chiaramente esplicitata, quella della Casaleggio. «Le reti sono ovunque intorno a noi. Fino a qualche anno fa, le relazioni tra persone, oggetti ed eventi erano attribuite al caso. L’unico modo per ipotizzare il funzionamento dei sistemi complessi era attribuirne le ragioni ad avvenimenti casuali. La vita e l’evoluzione delle reti seguono invece leggi precise e la conoscenza di queste regole ci permette di utilizzare le reti a nostro vantaggio». Così viene presentato l’ultimo sforzo editoriale del gruppo «Tu sei Rete», bibbia del nuovo credo internettiano.
Per capire le origini del fenomeno Casaleggio, è necessario partire dalle fibrillazioni societarie di Telecom fra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila. O meglio, è fondamentale analizzare le vicende di un’azienda del gruppo allora nelle mani di Tronchetti Provera e della Pirelli, la Webegg. Amministratore delegato della società è all’epoca Gianroberto Casaleggio. Non lasciamoci ingannare dal suo aspetto da nerd smanettone, dalla sua capigliatura da studente fuori corso della Berkeley University, Gianroberto è uno dei massimi esperti in Italia di web, reti sociali (social network), marketing elettronico. Ed è lui, insieme ad altri quattro dipendenti dell’azienda della galassia Telecom (Enrico Sassoon, Luca Eleuteri, il fratello Davide Casaleggio e Mario Bucchich) a fondare nel 2004 la Casaleggio Associati. 


Per capire di cosa stiamo parlando è necessario svelare prima chi sono le figure chiave della Casaleggio Associati oggi e della Webegg prima. Partendo da Enrico Sassoon, giornalista, dal 1977 al 2003 nel gruppo Il Sole-24 Ore, già direttore responsabile di L’Impresa-Rivista Italiana di Management, della rivista Impresa Ambiente e del settimanale Mondo Economico. Da suo curriculum pubblico apprendiamo anche che «è stato direttore scientifico del gruppo Il Sole-24 Ore». Nel 1998 Sassoon è amministratore delegato dell’American Chamber of Commerce in Italy, di fatto una lobby indirizzata a favorire i rapporti commerciali delle corporation americane in Italia e il cui presidente è tuttora il vice di Microsoft Italia, Umberto Paolucci. Proprio nel consiglio di amministrazione dell’American Chamber of Commerce in Italy si comprende quale sia uno dei fattori di successo nelle relazioni della Casaleggio Associati. Oltre a Paolucci compaiono nel 1998 altri personaggi di grande spessore. La lista pubblicata al momento della nomina di Sasson vedeva, fra gli altri: Gian Battista Merlo, presidente e amministratore delegato Exxon Mobil Mediterranea Srl; Gianmaria Donà dalle Rose, amministratore delegato Twentieth Century Fox Home Entertainment Italia; Massimiliano Magrini, country manager Google Italia; Luciano Martucci, presidente e amministratore delegato Ibm Italia Spa; Gina Nieri, consigliere di amministrazione Mediaset Spa; Maria Pierdicchi, direttore generale Standard & Poor’s; Massimo Ponzellini, presidente Impregilo Spa; Cristina Ravelli, country legal director The Walt Disney Co. Italia Spa; Dario Rinero, presidente e amministratore delegato Coca-Cola Hbc Italia Srl; Cesare Romiti, presidente onorario Rcs. 


Nel 2004, a pochi mesi dalla sua nascita, la Casaleggio Associati annunciò pubblicamente attraverso le agenzie di stampa la nascita della partnership con Enamics, società statunitense leader in Business Technology Management (Btm). La Enamics ha una rete di relazioni aziendali impressionante sia dirette che indirette grazie anche a una rete di partnership consolidata e da più di 6 anni con due altre aziende del settore, la Future Considerations e la Ibm Tivoli. Spiccano, come si legge nel board sia di Enamics che dei sui partner, nomi come Pepsico, Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro Usa), Bnp Paribas, American Financial Group e JP Morgan, banca d’affari del gruppo Rockefeller. E poi ancora: Coca Cola, Bp, Barclaycard, Addax Petroleum, Shell, Tesco, Kpmg Llp, Carbon Trust, Unido (United Nations Industrial Development Organisation), London Pension Fund Authority (Lfpa). Ecco quindi la rete di relazioni, teoriche e aziendali, della Casaleggio Associati con le aziende più quotate del settore negli Stati Uniti. Comunicazione, e-commerce, reti web, sicurezza. Gli stessi settori della Webegg prima e di Casaleggio e soci poi.

E come si inseriscono le componenti individuate da Casaleggio prima e da Microsoft poi (o viceversa?) nella strategia che il gruppo starebbe sperimentando? E quali sono i contenuti e le strategie di un gruppo che non fa mistero di avere un’idea ben precisa di cosa siano e cosa dovrebbero essere la democrazia e la politica? Ci sono due video illuminanti di quale sia l’ideologia che muove Gianroberto Casaleggio e i suoi soci. Il primo, del 2007, attualmente scomparso dal sito aziendale ma ancora rintracciabile sul web, si rivolge all’informazione. Il titolo è inequivocabile: Prometeus – La Rivoluzione dei media. E vediamo il contenuto. «L’Uomo è Dio, è ovunque, è chiunque, conosce ogni cosa. Questo è il nuovo mondo di Prometeus. Tutto è iniziato con la Rivoluzione dei media con internet alla fine del secolo scorso… la Rete include e unifica tutto il contenuto: Google compra Microsoft, Amazon compra Yahoo! diventando così i leader mondiali dell’informazione assieme a Bbc, Cnn e Cctv… La pubblicità è scelta dai creatori di contenuti, dagli stessi autori e diventa informazione, confronto, esperienza. Nel 2020 Lawrence Lessing, l’autore di Cultura Libera diventa ministro della Giustizia degli Stati Uniti e dichiara il copyright illegale. Dispositivi che replicano i cinque sensi sono ormai disponibili nei mondi virtuali. La realtà può essere replicata in Second Life. (…) Nel 2022 Google lancia Prometeus l’interfaccia standard degli Agav. Amazon crea Place, un’azienda che replica la realtà. Puoi andare su Marte, alla battaglia di Waterloo, al SuperBowl di persona. È reale! (…) Nel 2027 Second Life si evolve in Spirit. La vendita di memoria diventa una normale attività commerciale. Nel 2050 Prometeus compra Place e Spirit. La vita è virtuale è il mercato più grande del Pianeta. Prometeus finanzia tutte le missioni spaziali alla ricerca di nuovi mondi per i propri clienti, gli avatar terrestri». No, non è il sequel di Nirvana di Gabriele Salvatores e meno che mai la sceneggiatura di Atto di forza con Arnold Schwarzenegger. Questo è, secondo Casaleggio Associati, un video di «scenario» inserito come messaggio di identità aziendale.

Il secondo video invece parla di politica. Si intitola Gaia, il futuro della politica ed è tuttora ben visibile sulla homepage del sito aziendale. Al contrario del precedente, in inglese ma sottotitolato in italiano, questo è disponibile in inglese e spagnolo. Immagini e plot simili. Si inizia con un pastone che racconta per brevi linee i progressi della comunicazione politica nella storia, accostando con qualche azzardo Savonarola, Gengis Khan, Obama, Beppe Grillo, Hitler, Mussolini, Bill Clinton (ovviamente sulla strategie di innovazione della propaganda più che della comunicazione) e poi, come nel video precedente, si lancia in previsioni future, in cui Google, ancora una volta, diventa il centro della rinascita della democrazia diretta fino a quando, dopo una terza guerra mondiale, la popolazione della Terra si riduce a solo un miliardo di abitanti e alla fine, grazie ovviamente alla Rete, nasce Gaia, il nuovo governo mondiale. E poi: «Ogni essere umano può diventare presidente e controllare il governo attraverso la Rete. In Gaia i partiti, la politica, le ideologie e le religioni scompaiono». Non temete, nel 2054, non prima.

FONTE:ARTICOLO COMPLETO http://temi.repubblica.it/micromega-online/grillo-e-il-suo-spin-doctor-la-casaleggio-associati/    di Pietro Orsatti, da MicroMega 5/2010

 Perchè Grillo ha scelto MeetUp, un servizio a pagamento quando ce ne sono di gratuiti fatti meglio?
non sarà che siamo parte inconsapevole di un progetto di studio, e il laboratorio è MeetUp?
non sarà che siamo cavie orientate e stimolate a fare quello che altri vogliono?
non sarà che la forza trainante di Grillo, forse anche lui circuito (perchè non riesco proprio a vederlo artefice), è diventata strumento di web-marketing?
non sarà che la Casaleggio e Ass., insomma, abbia messo in piedi questo circo per raggiungere propri obiettivi poco nobili, nascondendoli dietro alle indubbie buone cause e sfruttando le indiscutibili capacità catalizzatrici di Grillo?



Meetup per molti è sinonimo di Movimento 5 Stelle, ma in realtà quest’ultimo è solo tra i “clienti” di meetup.com.
Innanzitutto quindi capiamo cosa è Meetup: è uno strumento social commerciale (quindi proprietario e a pagamento, con dei precisi termini di utilizzo) creato da una società nordamericana, Meetup Inc., con sede a New York che ha tra i suoi investitori eBay, Omidyar Network, Draper Fisher Jurvetson, Esther Dyson, Union Square Ventures e altri venture capitalist che a loro volta si incrociano con tutti i più grandi fondi di investimento esistenti al mondo.
Posso entrare in uno dei Meetup esistenti (gli argomenti sono i più svariati, in tutte le lingue immaginabili, su base mondiale) oppure crearne uno io, essere cioè un Organizer. Esattamente come fatto da chi ha creato beppegrillo.meetup.com.
La registrazione è molto semplice e per passi.
Il penultimo di questi passi, è il pagamento, perché come detto la piattaforma non è opensource e gratuita, ma proprietaria e commerciale.
Un Movimento che esalta l’uso dell’opensource nelle strutture pubbliche, che si fregia della presenza di “esperti di informatica”, dovrebbe – come minimo – darsi una regola e creare innanzitutto una community opensource, che, oltre a sfruttare l’opensource, lo sostenga (magari con donazioni volontarie, perché la filosofia opensource implica che la si usi e si contribuisca, se non altro tecnologicamente con migliorie ridistribuite pubblicamente. Opensource non vuol dire “gratis”, ma “partecipativo”).
Sinceramente il mio pensiero è stato: si trovano piattaforme più moderne, meglio integrate col web e molto meno costose, molto facilmente. Perché un forum poco usabile e graficamente confusionario? Tra tutti gli esperti di informatica del M5S ci sarà qualcuno che avrà sollevato questa eccezione?
O anche un solo conto matematico: nella sua tariffazione più conveniente, aprire un Meetup costa 16 dollari al mese.
Ci sono 470 gruppi.
Se non sbaglio i conti, questo vuol dire 90240 euro all’anno che entrano nelle casse di Meetup.com.
Ci sarà qualcuno, tra gli esperti informatici che abbia alzato la mano e abbia detto: scusate, con questi soldi ci facciamo un sistema nostro, e pure potente, quindi, perché non ci rendiamo indipendenti tecnologicamente e continuiamo a dare soldi a una società americana sostenuta da capitali venture? (che, se ben ricordo, dovrebbero essere il male, visto che sono quei tizi che poi “fanno i soldi coi soldi”).
E così via verso la creazione di un’intelligenza collettiva, per arrivare alla prima elezione Mondiale sulla Rete, nel 2054 e la formazione del Governo Mondiale chiamato “Gaia”, controllabile da chiunque via Web.
Ecco, come tecnico informatico, come curioso, come cittadino senza cappelli politici, come anche appassionato di fantascienza, fatico a trovare una quadra tra tutta questa confusione online, tra visioni apocalittico-tecnologiche e necessità di affrontare i problemi reali, tra dispersione dei contenuti e la buona volontà degli iscritti che non metto in discussione.
Tempo fa mi è capitato di pensare che le ottime e oneste persone che si impegnano nel Movimento 5 Stelle, mi sembrassero delle cavie di un esperimento socio-politico.
Ma mi sono risposto più volte che no, non devo cadere nella trappola del “complottismo”.
Vedendo quel video più volte, però, mi sono chiesto: chi sta esagerando, qui?
Spero che ci sia una riorganizzazione dal basso del M5S, perché tutta quella gente onesta e volenterosa è una risorsa, attualmente dispersa in mille rivoli internetici, poco raggiungibile da chi ne è al di fuori.
FONTE: ARTICOLO COMPLETO....http://www.nonmifermo.it/blog/2012/09/07/i-meetup-e-lillusione-della-web-democracy/     by  on 7 settembre 2012 

Casaleggio & Grillo, la Premiata Ditta......

 [Un vecchio articolo del 2009 di Giornalettismo. Interessante.]

 22/01/2009 - Qualche leggenda metropolitana da sfatare e un po’ di informazioni sulla società che gestisce il blog del comico genovese e quello di Antonio Di Pietro. Due milioni e mezzo di fatturato, seicentomila euro di utile: numeri interessanti, ed è davvero tutto qui...

Su Internet cominciano a circolare variegate leggende complottiste su Beppe Grillo e il suo legame commerciale con la Casaleggio e Associati. Gli autorifanno la “prosa” delle informazioni presenti sul loro sitoe le integrano con qualche scenario fantasioso sul condizionamento, il controllo delle menti e via cianciando. Arrivando anche a chiamare in causa, nei punti più “oscuri“, fantasiosi collegamenti con ilsimbolismo massonico e l’immancabile chiosa sul signoraggio (e non è difficile indovinare chi è che le mette in giro). Giusto per sfatare qualche mito ingiustificato e un paio di divertentissime leggende metropolitane che si stanno costruendo, raccontiamo qualcosa sulla Casaleggio attingendo direttamente negli archivi on line delle attività commerciali. Visto che di questo si tratta, tanto vale partire da lì.

ESSE ERRE ELLE – Cominciamo col dire che laCasaleggio è una piccola società a responsabilità limitata, la cui attività precipua è la “fornitura di software e consulenza in materia di informatica“, anche se poi è stata aggiunta una molto meno pomposa “vendita on line di dvd e vhs” del quale si comprendono perfettamente le necessità. Diecimila euro di capitale versato e ripartito tra i fratelli Davide GianrobertoCasaleggio (2950 euro ciascuno),  Mario Bucchich eLuca Eleuteri (con 1900 euro di quote), ed Enrico Sassoon. Il presidente  è Gianroberto Casaleggio, ma anche gli altri hanno poteri di disporre di capitale. Tutti, tranne uno. Oltre a Grillo, la Casaleggio gestisce anche il blog di Antonio Di Pietro. A caro prezzo: “Solo per far marciare Internet la tesoriera dell’Italia dei Valori spende ogni anno 800 mila euro, buona parte dei quali finiscono nelle tasche di Gianroberto Casaleggio, il guru del web che ha fatto la fortuna di Beppe Grillo“, si dice nell’articolo del Corriere, anche se un budget così ampio sembra un po’ utopico. Dell’affare Di Pietro si occupa Mario Bucchich

[Qua si apre un capitolo interessante.

Da questo articolo su Giornalettismo sappiamo infatti che la Casaleggio Associati inizia a lavorare per Di Pietro nel 2006. Nel 2007 il pagamento è di 469.173 €.

Poi nel 2008 l'aumento: 800.000 euro l'anno.
Stessa cifra presumibilmente nel 2009 e 2010. Poi Di Pietro licenzia la Casaleggio Associati.

Nel 2007 la Casaleggio Ass. ha utili per 668.000 euro (ci fu anche il V-day e quello fu l'anno in cui sicuramente si vendettero più Dvd e libri dal blog di Grillo).
Nel 2008 l'utile è di 498.000 € (vedi qui)
Nel 2009: +119.000 €
Nel 2010: +87.000 €
Nel 2011: -57.800 € (in rosso, vedi qui)

Praticamente, dopo l'exploit del V-day, il bilancio della Casaleggio Associati fu tenuto in attivo dall'entrata fissa costituita dal blog di Di Pietro, entrata a cui fu data un cospicuo aumento proprio dopo le elezioni del 2008.

Ricordiamo che dopo le elezioni del 2008 l'IDV ricevette 21.649.225 € di rimborsi elettorali
Non ci vuole molto a fare 2 + 2 e a capire da dove arrivarono i 2.400.000 € dati da Di Pietro alla Casaleggio Associati.

Poi evidentemente la spesa si fa esorbitante e l'IDV decide che si può fare a meno della Casaleggio e camminare sulle proprie gambe. Ma il 2010 è anche l'anno di Scilipoti, l'IDV inizia a perder terreno e invano Di Pietro ha tentato di riallacciare i rapporti con Grillo (e Casaleggio) prima di riparlare d'alleanza con il PD negli ultimi giorni.
Ehh...Casaleggio non perdona chi gli ha rovinato gli affari! (-Est. 2003-).

Vale la pena segnarsi quanto scritto sopra e ricordarsi che probabilmente gli utili degli anni passati la Casaleggio Associati se li è fatti grazie al finanziamento pubblico ai partiti.

Alla faccia dell'antipolitica!]
Di sicuro molto meno paga il Beppone nazionale (se non altro perché è un cliente affezionato), che si presenta all’inizio del 2005 alla presentazione proprio del libro di Casaleggio, e annuncia: “Sto per attrezzare il mio sito www.beppegrillo.it che partirà con la tournée nei Palazzetti dello sport dal 26 a Pordenone“. E infatti, come attività paralella e utile a pubblicizzare gli spettacoli del comico genovese, il suo blog nasce proprio nel gennaio di quell’anno.

NUMERI DA APPLAUSI – Il bilancio al 31-12-2007 svela un fatturato pari a 2,4 milioni di euro, e un utile di 668mila euro. La prima cosa che salta all’occhio è che è stata costituita nel 2004 ma i suoi mezzi propri, tolto l’utile conseguito nel 2007, sono di soli 14.000 euro (di cui 10.000 di capitale sociale statutario). Quindi, gli azionisti hanno sempre deciso di “portarsi a casa” i soldi guadagnati, senza lasciarli in azienda. Come nelle migliori tradizioni delle piccole aziende italiane. Il fatturato 2007 è stato comunque in diminuzione del 10% rispetto al 2006, mentre è ottima la redditività dell’azienda:  su 100 euro di venduto ne guadagnano, puliti con le tasse già pagate, quasi 27. Sarebbe interessante conoscere il costo delle royalties che pagano a Grillo, numero che non è disponibile nella versione sintetica del bilancio; ad occhio però sembra inferiore al milione di euro. Guardando lo stato patrimoniale si nota come l’attivo sia composto soprattutto da crediti verso clienti (500mila euro circa) e probabilmente magazzino per il resto (difficili che crediti iva o diversi siano pari a 700mila euro). Questi sono finanziati per 565mila euro da debiti a breve che sono comunque in grande parte di natura commerciale (verso fornitori) e non finanziaria. Nessun pericolo di riduzione delle attività in seguito al credit crunch, insomma. A proposito di questi numeri, sarebbe interessante porre una domanda: se pagano l’utile ai soci, con che soldi finanziano poi l’attivo? Non è una questione oziosa, visto che l’utile è pari a metà degli investimenti. In ogni caso, un’attività in cui investi 14mila euro che poi ti dà un utile di oltre 600mila …è roba da applausi. “Una redditività tipica delle società a basso impiego di capitale ed alto impiego di amicizie“, dice un analista.
MOVIMIENTO! – A questo proposito, è curiosa una vicenda societaria raccontata per filo e per segno nel dossier approfondito del Cerved. Sassoon risulta titolare di quote per 500 euro. Frutto di un acquisto e di una vendita: compra da Gianroberto Casaleggionel febbraio 2004 quote per 300 euro, da Davide altri 300 euro di quote nominali, daBucchich e da Eleuteri 200; sono 1000 euro in totale, il 10% della società. Nel novembre 2006 il dietrofront: Sassoon rivende quote per 300 euro equamente divise tra Gianroberto eDavide, e 100 a testa a Bucchich ed Eleuteri. A ciascuno dei soci, Sassoon rende l’esatta metà di quanto ha comprato dopo un anno e nove mesi. E’ arrivato a possedere il 10% della società per un anno e nove mesi, per poi scendere di nuovo. Ad una prima lettura, sembra che Sassoon abbia fatto da ago della bilancia, se ad esempio uno dei Casaleggio si fosse trovato a coalizzarsi con un socio a discapito degli altri due, avrebbe potuto farlo da una posizione di minor forza, trovandosi a possedere insieme all’alleato solo il 45% della società, e non più il 50%. Poi, evidentemente, la situazione di dissenso dovrebbe essersi risolta, visto che Sassoon ha diluito le quote (tutte insieme nello stesso giorno), pur trovandosi alla fine con “azioni” per 300 euro di più in tasca. In realtà, è molto più logico pensare invece che la posizione di Sassoon servisse a tutelare le minoranze (gli altri due soci minoritari) perché i due Casaleggio, insieme, con il loro 60% di partenza potevano prendere una serie di deliberazioni assembleari (per le quali basta una maggioranza del 55%), mentre dopo l’entrata di Sassoon si sono trovati ad avere insieme solo il 54%. Senza contare che così anche per le decisioni da prendere con un quorum del 75% (l’aumento del capitale sociale, ad esempio) ci volevano quattro soci, e non ne bastavano tre. Una situazione che è rientrata, visto che i Casaleggio adesso controllano il 28,5% ciascuno della società. Per il resto, tutto qui: un ritorno sull’investimento del 98%, un ritorno sulle vendite del 43% e un attivo totale di 1,24 milioni di euro: dietro il blog di Grillo non c’è alcun oscuro complotto demo-pluto-giudaico massonico. E’ soltanto un ottimo affare.

 Fonte: Giornalettismo
FONTE:articolo completo..http://contro-grillo.blogspot.it/2012/09/casaleggio-grillo-la-premiata-ditta.html



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