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mercoledì 11 marzo 2015

Pillole di storia... (io sono Murupanese)

Pillole di storia... (io sono Murupanese) 
 Panorama su Buonopane
 
 Cava di Terzano Buonopane Barano d'Ischia nave crociera all'orizzonte
Cari amici buonopanesi,siamo d'accordo sul fatto che il pane di Michel' Barbon' era buonissimo,(con la crosta bella croccante ma friabilissima e
la mollica ben alveolata e ottima!!!!),ma l’etimologia del nome Buonopane (Murpano) non ha nulla a che fare col pane!!Il nome dell'antico Casale, che Greci e Romani conoscevano,frequentavano ed apprezzavano, deriva dal greco Mur – Pan,che significa tutto cavo (o tutte cave).Ciò spiega anche la posizione del centro abitato proprio tra le “cave” del Pallarito,di Candiano,di Terzano e di Nitrodi.

 U' casal' e Murupan'....la tradizione orale tenta di resistere al passare del tempo...praticamente il nome giusto sarebbe come lo pronunciamo noi: "Murupan" e non Buonopane.
 
 Costa Sparaina Buonopane Barano d'Ischia 
 
Case  Buonopane    sullo sfondo a dx Torre di Sant'Angelo a sx Costa di Terzano 
Buonopane è famosa anche per la sua acqua curativa della sorgente Nitrodi.
 
 La Chiesa di San Giovanni Battista
''L’ambiente tutt’attorno la Parrocchia "sa" di Grecia, di antiche storie di contadini e allevatori di cui racconta pure Giuseppe D’Ascia nel suo "Storia dell’Isola d’Ischia" (1864):
"Avanti la chiesa vi è un atrio spazioso, e molto arieggiato, ove i naturali si radunano nei dì festivi, e mentre i maturi padri si trattengono a discorrere delle fasi della luna, e fanno i loro prognostici sulle future raccolte, e sui correnti prezzi de’ vini e delle mele; i giovani discorrono di caccia, le forosette di amori, e le attempate madri del prezzo della canape, del lino, e delle tele, e dell’occupazione dei loro telai, della poca puntualità delle loro committenti, mezzane, o compratrici".
Siamo probabilmente in presenza della più antica Parrocchia del Comune di Barano, perché era già definita tale in un atto del 1524 del Notaio G.Battista Funereo, quindi è da presumere che già prima di questa data la Chiesa di San Giovanni Battista fosse Chiesa Parrocchiale; di certo sappiamo con quasi assoluta certezza che essa non era Parrocchia prima del 1300, in virtù dell’esistenza di un monastero dedicato a San Costanzo in zona Toccaneto, poi successivamente scomparso.
Un altro documento storico importante porta la data del 9 ottobre 1537, quando il Vescovo Agostino Falivene (1534 - 1548) concesse alla Chiesa di San Giovanni Battista un Patronato che servisse per arrecare un beneficio economico al luogo di culto: tale beneficio parrocchiale fu prima nelle mani della Famiglia Mellusi e nel 1700 passò alla Famiglia Cervera prima della sua estinzione nel 1800.
La Chiesa di Buonopane subì dei seri danni sia dopo il terremoto del 1881 che dopo quello del 1883, fu dunque  restaurata e coperta con lamiere e supporto di legno poi eliminate e sostituite con il cemento armato nel 1961, durante i lavori effettuati fino al 1964 dall’allora Parroco don Vincenzo Mattera, quando fu realizzato anche il pavimento nuovo e coperti i due sacrari presenti sotto la Parrocchia (uno sotto la navata centrale e uno sotto quella laterale) dove venivano seppelliti i defunti fino al 1800.''

''Varie sono le strade e le vie che menano a Barano dai limitrofi Comuni – Se vai da Ischia la strada è in parte ridente, in parte cupa e maltenuta – Se da Casamicciola è ridente e comoda la salita –
Se da Testaccio breve ma alpestre è il pendio che ti fa venir l’affanno – Se da Serrara-Fontana alpestre, ciottoloso è il sentiero.
Da una statistica del 1800 si rileva che la popolazione di Barano ascendeva a 700 abitanti –
Una statistica moderna ne porta il numero da 3600 a 3700 – Da notizie ufficiose ricaviamo che l’attuale popolazione ascende a 2881 anime.
Da Casale fu inalzato Barano, ad università consortile, poi a Comune autonomo al principio del secolo attuale.
Nella parte ecclesiastica questo Comune si divide in due parrocchie, l’una di Barano, l’altra in Moropano;
quindi in due parti si divide il suo clero composto da circa 20 preti.''(
STORIA DELL’ISOLA D’ISCHIA DESCRITTA DA GIUSEPPE D’ASCIA
PARTE PRIMA 1867) 



 

 
Fonte:http://goldhands.livejournal.com/30820.html?thread=191076
http://www.prontoischia.it/articoli/barano-ischia/chiese/la-chiesa-di-san-giovanni-battista

Una delle più antiche tradizioni dell' isola d'Ischia: la danza della  " Ndrezzata"si svolge sul sagrato della chiesa di San Giovanni Battista, l'unica del villaggio, due sole volte all'anno: il lunedì in Albis ed il 24 giugno, giorno della festività di San Giovanni, protettore del villaggio.La Ndrezzata si esibisce sul sagrato il 24 giugno subito dopo la messa serale e prima della processione con la statua di San Giovanni con alla testa il parroco Don Francesco Mattera. 
 
''Qui abbiamo avuto soltanto un personaggio importante, Angelo Migliaccio, un avvocato che fu sindaco di Barano dal 1849 al 1859, i nostri padri erano contadini e dal XVIII secolo i cognomi delle famiglie sono rimasti gli stessi: i Di Costanzo, i Di Meglio, i Di Iorio, i Balestrieri, i Migliaccio.''spiega Pasquale Balestriere, professore di italiano e storia per quaranta anni negli istituti superiori e soprattutto poeta ma anche contadino attaccato alle tradizioni degli antenati e che è ,dopo circa due secoli, un "personaggio importante" di Buonopane, stimato ed amato da tutti. Queste famiglie di contadini hanno conservato in un modo che è ancora misterioso per i cultori di storia una delle più antiche tradizioni dell' isola d'Ischia: la danza della "Ndrezzata" alla quale prendono parte diciotto danzatori "intrecciatori", quattro suonatori – due clarini e due tamburi - che danno il ritmo alla danza dalle origini antichissime. Alla banda della "Ndrezzata" partecipano soltanto i buonopanesi e la tecnica della danza viene trasmessa di generazione in generazione, da padre a figlio.
"Le origini della danza si perdono nella notte dei tempi – spiega il professor Balestriere - ma è probabile che sia una danza di origine greca; del resto i greci furono i primi colonizzatori dell'isola d'Ischia". Ma come questa danza si sia fermata qui, in un villaggio interno, lontano dalla città di Pithecusa fondata dai greci dell' VIII secolo a. C. nell'odierna Lacco Ameno, è ancora un mistero.
"Probabilmente non si saprà mai – dice il prof. Balestrieri – così come non si saprà mai con certezza se la " Ndrezzata" sia una danza di guerra oppure una danza d' amore; quello che è certo che rappresenta l'ultima autentica espressione di folclore dell'isola d'Ischia".

Fonte: http://www.ischia.it/buonopane-la-ndrezzata-e-la-festa-di-san-giovanni

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