Scempio fiducia Italicum: nessun segnale da Mattarella... ma nel 2005...
Dichiarazioni di voto Ddl di revisione
Costituzionale: voto della Camera dei Deputati - 20 ottobre 2005:
PRESIDENTE. Ha
chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mattarella. Ne
ha facoltà.
SERGIO MATTARELLA. Signor Presidente,
tra la metà del 1946 e la fine del 1947, in quest'aula, si è
esaminata, predisposta ed approvata la Costituzione della Repubblica. Con
l'attuale Costituzione, che vige dal 1948, l'Italia è cresciuta,
nella sua democrazia anzitutto, nella sua vita civile, sociale ed economica.
In quell'epoca, vi erano forti contrasti, anche in quest'aula. Nell'aprile
del 1947 si era formato il primo governo attorno alla Democrazia Cristiana,
con il Partito comunista e quello socialista all'opposizione. Vi erano
contrasti molto forti, contrapposizioni che riguardavano la visione della
società, la collocazione internazionale del nostro paese.
Vi erano serie questioni di contrasto,
un confronto acceso e polemiche molto forti. Eppure, maggioranza e opposizione,
insieme, hanno approvato allora la Costituzione.
Al banco del Governo, quando si trattava
di esaminare provvedimenti ordinari o parlare di politica e di confronto
tra maggioranza e opposizione, sedevano De Gasperi e i suoi ministri. Ma
quando quest'aula si occupava della Costituzione, esaminandone il testo,
al banco del Governo sedeva la Commissione dei 75, composta da maggioranza
ed opposizione. Il Governo di allora, il Governo De Gasperi, non sedeva
ai banchi del Governo, per sottolineare la distinzione tra le due dimensioni:
quella del confronto tra maggioranza ed opposizione e quella che riguarda
le regole della Costituzione.
Questa lezione di un Governo e di una
maggioranza che, pur nel forte contrasto che vi era, sapevano mantenere
e dimostrare, anche con i gesti formali, la differenza che vi è
tra la Costituzione e il confronto normale tra maggioranza ed opposizione,
in questo momento, è del tutto dimenticata.
Le istituzioni sono comuni: è questo
il messaggio costante che in quell'anno e mezzo è venuto da un'Assemblea
costituente attraversata - lo ripeto - da forti contrasti politici. Per
quanto duro fosse questo contrasto, vi erano la convinzione e la capacità
di pensare che dovessero approvare una Costituzione gli uni per gli altri,
per sé e per gli altri. Questa lezione e questo esempio sono stati
del tutto abbandonati.
Oggi, voi del Governo e della maggioranza
state facendo la «vostra» Costituzione. L'avete preparata e
la volete approvare voi, da soli, pensando soltanto alle vostre esigenze,
alle vostre opinioni e ai rapporti interni alla vostra maggioranza.
Il Governo e la maggioranza hanno cercato
accordi soltanto al loro interno, nella vicenda che ha accompagnato il
formarsi di questa modifica, profonda e radicale, della Costituzione. Il
Governo e la maggioranza - ripeto - hanno cercato accordi al loro interno
e, ogni volta che hanno modificato il testo e trovato l'accordo tra di
loro, hanno blindato tale accordo. Avete sistematicamente escluso ogni
disponibilità ad esaminare le proposte dell'opposizione o anche
soltanto a discutere con l'opposizione. Ciò perché non volevate
rischiare di modificare gli accordi al vostro interno, i vostri difficili
accordi interni.
Il modo di procedere di questo Governo
e di questa maggioranza - lo sottolineo ancora una volta - è stato
il contrario di quello seguito in quest'aula, nell'Assemblea costituente,
dal Governo, dalla maggioranza e dall'opposizione di allora.
Dov'è la moderazione di questa
maggioranza? Non ve n'è! Dove sono i moderati? Tranne qualche sporadica
eccezione, non se ne trovano, perché la moderazione è il
contrario dell'atteggiamento seguito in questa vicenda decisiva, importantissima
e fondamentale, dal Governo e dalla maggioranza.
Siete andati avanti, con questa dissennata
riforma, al contrario rispetto all'esempio della Costituente, soltanto
per non far cadere il Governo. Tante volte la Lega ha proclamato ed ha
annunziato che avrebbe provocato la crisi e che sarebbe uscita dal Governo
se questa riforma, con questa profonda modifica della Costituzione, non
fosse stata approvata.
Ebbene, questa modifica è fatta
male e lo sapete anche voi. Con questa modifica dissennata avete previsto
che la gran parte delle norme di questa riforma entrino in vigore nel 2011.
Altre norme ancora entreranno in vigore nel 2016, ossia tra 11 anni. Per
esempio, la norma che abbassa il numero dei parlamentari entrerà
in vigore tra 11 anni, nel 2016!
Sapete anche voi che è fatta male,
ma state barattando la Costituzione vigente del 1948 con qualche mese in
più di vita per il Governo Berlusconi. Questo è l'atteggiamento
che ha contrassegnato questa vicenda.
Ancora una volta, in questa occasione
emerge la concezione che è propria di questo Governo e di questa
maggioranza, secondo la quale chi vince le elezioni possiede le istituzioni,
ne è il proprietario. Questo è un errore. È una concezione
profondamente sbagliata. Le istituzioni sono di tutti, di chi è
al Governo e di chi è all'opposizione. La cosa grave è che,
questa volta, vittima di questa vostra concezione è la nostra Costituzione
(Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo, dei Democratici
di sinistra-L'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani
e Misto-SDI-Unità Socialista - Congratulazioni)!
http://www.riforme.net/leggi/dic_voto_Camera_ottobre2005_ddl-cost.htm
mercoledì 29 aprile 2015
lunedì 6 aprile 2015
I detti degli antichi sono degni di memoria...
I detti degli antichi sono degni di memoria...
Piano Liguori Isola d'Ischia
Detti ischitani..da Chian' Luorio' (Piano Liguori).
Mia nonna diceva:
''Meglie' 'mbriac' ca' malat' ''
( Meglio ubriaco che malato)
Piano Liguori Isola d'Ischia
Detti ischitani..da Chian' Luorio' (Piano Liguori).
Mia nonna diceva:
''Meglie' 'mbriac' ca' malat' ''
( Meglio ubriaco che malato)
mercoledì 11 marzo 2015
Pillole di storia... (io sono Murupanese)
Pillole di storia... (io sono Murupanese)


Cava di Terzano Buonopane Barano d'Ischia nave crociera all'orizzonte
Cari amici buonopanesi,siamo d'accordo sul fatto che il pane di Michel' Barbon' era buonissimo,(con la crosta bella croccante ma friabilissima e
la mollica ben alveolata e ottima!!!!),ma l’etimologia del nome Buonopane (Murpano) non ha nulla a che fare col pane!!Il nome dell'antico Casale, che Greci e Romani conoscevano,frequentavano ed apprezzavano, deriva dal greco Mur – Pan,che significa tutto cavo (o tutte cave).Ciò spiega anche la posizione del centro abitato proprio tra le “cave” del Pallarito,di Candiano,di Terzano e di Nitrodi.
U' casal' e Murupan'....la tradizione orale tenta di resistere al passare del tempo...praticamente il nome giusto sarebbe come lo pronunciamo noi: "Murupan" e non Buonopane.

Costa Sparaina Buonopane Barano d'Ischia

Case Buonopane sullo sfondo a dx Torre di Sant'Angelo a sx Costa di Terzano
Buonopane è famosa anche per la sua acqua curativa della sorgente Nitrodi.

La Chiesa di San Giovanni Battista
''L’ambiente tutt’attorno la Parrocchia "sa" di Grecia, di antiche storie di contadini e allevatori di cui racconta pure Giuseppe D’Ascia nel suo "Storia dell’Isola d’Ischia" (1864):
"Avanti la chiesa vi è un atrio spazioso, e molto arieggiato, ove i naturali si radunano nei dì festivi, e mentre i maturi padri si trattengono a discorrere delle fasi della luna, e fanno i loro prognostici sulle future raccolte, e sui correnti prezzi de’ vini e delle mele; i giovani discorrono di caccia, le forosette di amori, e le attempate madri del prezzo della canape, del lino, e delle tele, e dell’occupazione dei loro telai, della poca puntualità delle loro committenti, mezzane, o compratrici".
Siamo probabilmente in presenza della più antica Parrocchia del Comune di Barano, perché era già definita tale in un atto del 1524 del Notaio G.Battista Funereo, quindi è da presumere che già prima di questa data la Chiesa di San Giovanni Battista fosse Chiesa Parrocchiale; di certo sappiamo con quasi assoluta certezza che essa non era Parrocchia prima del 1300, in virtù dell’esistenza di un monastero dedicato a San Costanzo in zona Toccaneto, poi successivamente scomparso.
Un altro documento storico importante porta la data del 9 ottobre 1537, quando il Vescovo Agostino Falivene (1534 - 1548) concesse alla Chiesa di San Giovanni Battista un Patronato che servisse per arrecare un beneficio economico al luogo di culto: tale beneficio parrocchiale fu prima nelle mani della Famiglia Mellusi e nel 1700 passò alla Famiglia Cervera prima della sua estinzione nel 1800.
La Chiesa di Buonopane subì dei seri danni sia dopo il terremoto del 1881 che dopo quello del 1883, fu dunque restaurata e coperta con lamiere e supporto di legno poi eliminate e sostituite con il cemento armato nel 1961, durante i lavori effettuati fino al 1964 dall’allora Parroco don Vincenzo Mattera, quando fu realizzato anche il pavimento nuovo e coperti i due sacrari presenti sotto la Parrocchia (uno sotto la navata centrale e uno sotto quella laterale) dove venivano seppelliti i defunti fino al 1800.''
''Varie sono le strade e le vie che menano a Barano dai limitrofi Comuni – Se vai da Ischia la strada è in parte ridente, in parte cupa e maltenuta – Se da Casamicciola è ridente e comoda la salita –
Se da Testaccio breve ma alpestre è il pendio che ti fa venir l’affanno – Se da Serrara-Fontana alpestre, ciottoloso è il sentiero.
Da una statistica del 1800 si rileva che la popolazione di Barano ascendeva a 700 abitanti –
Una statistica moderna ne porta il numero da 3600 a 3700 – Da notizie ufficiose ricaviamo che l’attuale popolazione ascende a 2881 anime.
Da Casale fu inalzato Barano, ad università consortile, poi a Comune autonomo al principio del secolo attuale.
Nella parte ecclesiastica questo Comune si divide in due parrocchie, l’una di Barano, l’altra in Moropano;
quindi in due parti si divide il suo clero composto da circa 20 preti.''(STORIA DELL’ISOLA D’ISCHIA DESCRITTA DA GIUSEPPE D’ASCIA



Fonte:http://goldhands.livejournal.com/30820.html?thread=191076
http://www.prontoischia.it/articoli/barano-ischia/chiese/la-chiesa-di-san-giovanni-battista

Una delle più antiche tradizioni dell' isola d'Ischia: la danza della " Ndrezzata"si svolge sul sagrato della chiesa di San Giovanni Battista, l'unica del villaggio, due sole volte all'anno: il lunedì in Albis ed il 24 giugno, giorno della festività di San Giovanni, protettore del villaggio.La Ndrezzata si esibisce sul sagrato il 24 giugno subito dopo la messa serale e prima della processione con la statua di San Giovanni con alla testa il parroco Don Francesco Mattera.

''Qui abbiamo avuto soltanto un personaggio importante, Angelo Migliaccio, un avvocato che fu sindaco di Barano dal 1849 al 1859, i nostri padri erano contadini e dal XVIII secolo i cognomi delle famiglie sono rimasti gli stessi: i Di Costanzo, i Di Meglio, i Di Iorio, i Balestrieri, i Migliaccio.''spiega Pasquale Balestriere, professore di italiano e storia per quaranta anni negli istituti superiori e soprattutto poeta ma anche contadino attaccato alle tradizioni degli antenati e che è ,dopo circa due secoli, un "personaggio importante" di Buonopane, stimato ed amato da tutti. Queste famiglie di contadini hanno conservato in un modo che è ancora misterioso per i cultori di storia una delle più antiche tradizioni dell' isola d'Ischia: la danza della "Ndrezzata" alla quale prendono parte diciotto danzatori "intrecciatori", quattro suonatori – due clarini e due tamburi - che danno il ritmo alla danza dalle origini antichissime. Alla banda della "Ndrezzata" partecipano soltanto i buonopanesi e la tecnica della danza viene trasmessa di generazione in generazione, da padre a figlio.
"Le origini della danza si perdono nella notte dei tempi – spiega il professor Balestriere - ma è probabile che sia una danza di origine greca; del resto i greci furono i primi colonizzatori dell'isola d'Ischia". Ma come questa danza si sia fermata qui, in un villaggio interno, lontano dalla città di Pithecusa fondata dai greci dell' VIII secolo a. C. nell'odierna Lacco Ameno, è ancora un mistero.
"Probabilmente non si saprà mai – dice il prof. Balestrieri – così come non si saprà mai con certezza se la " Ndrezzata" sia una danza di guerra oppure una danza d' amore; quello che è certo che rappresenta l'ultima autentica espressione di folclore dell'isola d'Ischia".
Fonte: http://www.ischia.it/buonopane-la-ndrezzata-e-la-festa-di-san-giovanni

Cava di Terzano Buonopane Barano d'Ischia nave crociera all'orizzonte
Cari amici buonopanesi,siamo d'accordo sul fatto che il pane di Michel' Barbon' era buonissimo,(con la crosta bella croccante ma friabilissima e
la mollica ben alveolata e ottima!!!!),ma l’etimologia del nome Buonopane (Murpano) non ha nulla a che fare col pane!!Il nome dell'antico Casale, che Greci e Romani conoscevano,frequentavano ed apprezzavano, deriva dal greco Mur – Pan,che significa tutto cavo (o tutte cave).Ciò spiega anche la posizione del centro abitato proprio tra le “cave” del Pallarito,di Candiano,di Terzano e di Nitrodi.
U' casal' e Murupan'....la tradizione orale tenta di resistere al passare del tempo...praticamente il nome giusto sarebbe come lo pronunciamo noi: "Murupan" e non Buonopane.
Costa Sparaina Buonopane Barano d'Ischia
Case Buonopane sullo sfondo a dx Torre di Sant'Angelo a sx Costa di Terzano
Buonopane è famosa anche per la sua acqua curativa della sorgente Nitrodi.

La Chiesa di San Giovanni Battista

''L’ambiente tutt’attorno la Parrocchia "sa" di Grecia, di antiche storie di contadini e allevatori di cui racconta pure Giuseppe D’Ascia nel suo "Storia dell’Isola d’Ischia" (1864):
"Avanti la chiesa vi è un atrio spazioso, e molto arieggiato, ove i naturali si radunano nei dì festivi, e mentre i maturi padri si trattengono a discorrere delle fasi della luna, e fanno i loro prognostici sulle future raccolte, e sui correnti prezzi de’ vini e delle mele; i giovani discorrono di caccia, le forosette di amori, e le attempate madri del prezzo della canape, del lino, e delle tele, e dell’occupazione dei loro telai, della poca puntualità delle loro committenti, mezzane, o compratrici".
Siamo probabilmente in presenza della più antica Parrocchia del Comune di Barano, perché era già definita tale in un atto del 1524 del Notaio G.Battista Funereo, quindi è da presumere che già prima di questa data la Chiesa di San Giovanni Battista fosse Chiesa Parrocchiale; di certo sappiamo con quasi assoluta certezza che essa non era Parrocchia prima del 1300, in virtù dell’esistenza di un monastero dedicato a San Costanzo in zona Toccaneto, poi successivamente scomparso.
Un altro documento storico importante porta la data del 9 ottobre 1537, quando il Vescovo Agostino Falivene (1534 - 1548) concesse alla Chiesa di San Giovanni Battista un Patronato che servisse per arrecare un beneficio economico al luogo di culto: tale beneficio parrocchiale fu prima nelle mani della Famiglia Mellusi e nel 1700 passò alla Famiglia Cervera prima della sua estinzione nel 1800.
La Chiesa di Buonopane subì dei seri danni sia dopo il terremoto del 1881 che dopo quello del 1883, fu dunque restaurata e coperta con lamiere e supporto di legno poi eliminate e sostituite con il cemento armato nel 1961, durante i lavori effettuati fino al 1964 dall’allora Parroco don Vincenzo Mattera, quando fu realizzato anche il pavimento nuovo e coperti i due sacrari presenti sotto la Parrocchia (uno sotto la navata centrale e uno sotto quella laterale) dove venivano seppelliti i defunti fino al 1800.''
''Varie sono le strade e le vie che menano a Barano dai limitrofi Comuni – Se vai da Ischia la strada è in parte ridente, in parte cupa e maltenuta – Se da Casamicciola è ridente e comoda la salita –
Se da Testaccio breve ma alpestre è il pendio che ti fa venir l’affanno – Se da Serrara-Fontana alpestre, ciottoloso è il sentiero.
Da una statistica del 1800 si rileva che la popolazione di Barano ascendeva a 700 abitanti –
Una statistica moderna ne porta il numero da 3600 a 3700 – Da notizie ufficiose ricaviamo che l’attuale popolazione ascende a 2881 anime.
Da Casale fu inalzato Barano, ad università consortile, poi a Comune autonomo al principio del secolo attuale.
Nella parte ecclesiastica questo Comune si divide in due parrocchie, l’una di Barano, l’altra in Moropano;
quindi in due parti si divide il suo clero composto da circa 20 preti.''(STORIA DELL’ISOLA D’ISCHIA DESCRITTA DA GIUSEPPE D’ASCIA
PARTE PRIMA 1867)


Fonte:http://goldhands.livejournal.com/30820.html?thread=191076
http://www.prontoischia.it/articoli/barano-ischia/chiese/la-chiesa-di-san-giovanni-battista

Una delle più antiche tradizioni dell' isola d'Ischia: la danza della " Ndrezzata"si svolge sul sagrato della chiesa di San Giovanni Battista, l'unica del villaggio, due sole volte all'anno: il lunedì in Albis ed il 24 giugno, giorno della festività di San Giovanni, protettore del villaggio.La Ndrezzata si esibisce sul sagrato il 24 giugno subito dopo la messa serale e prima della processione con la statua di San Giovanni con alla testa il parroco Don Francesco Mattera.
''Qui abbiamo avuto soltanto un personaggio importante, Angelo Migliaccio, un avvocato che fu sindaco di Barano dal 1849 al 1859, i nostri padri erano contadini e dal XVIII secolo i cognomi delle famiglie sono rimasti gli stessi: i Di Costanzo, i Di Meglio, i Di Iorio, i Balestrieri, i Migliaccio.''spiega Pasquale Balestriere, professore di italiano e storia per quaranta anni negli istituti superiori e soprattutto poeta ma anche contadino attaccato alle tradizioni degli antenati e che è ,dopo circa due secoli, un "personaggio importante" di Buonopane, stimato ed amato da tutti. Queste famiglie di contadini hanno conservato in un modo che è ancora misterioso per i cultori di storia una delle più antiche tradizioni dell' isola d'Ischia: la danza della "Ndrezzata" alla quale prendono parte diciotto danzatori "intrecciatori", quattro suonatori – due clarini e due tamburi - che danno il ritmo alla danza dalle origini antichissime. Alla banda della "Ndrezzata" partecipano soltanto i buonopanesi e la tecnica della danza viene trasmessa di generazione in generazione, da padre a figlio.
"Le origini della danza si perdono nella notte dei tempi – spiega il professor Balestriere - ma è probabile che sia una danza di origine greca; del resto i greci furono i primi colonizzatori dell'isola d'Ischia". Ma come questa danza si sia fermata qui, in un villaggio interno, lontano dalla città di Pithecusa fondata dai greci dell' VIII secolo a. C. nell'odierna Lacco Ameno, è ancora un mistero.
"Probabilmente non si saprà mai – dice il prof. Balestrieri – così come non si saprà mai con certezza se la " Ndrezzata" sia una danza di guerra oppure una danza d' amore; quello che è certo che rappresenta l'ultima autentica espressione di folclore dell'isola d'Ischia".
Fonte: http://www.ischia.it/buonopane-la-ndrezzata-e-la-festa-di-san-giovanni
lunedì 23 febbraio 2015
La democrazia è il più grande inganno che l'umanità abbia subito.
La democrazia è il più grande inganno che l'umanità abbia subito.
JobsDisfact = precarizzazione istituzionalizzata,compressione
salariale e popolo alla catena...il governo Renzi esegue il programma dei banchieri.

Volevo semplicemente ricordare agli amici pdoti renzisti che nel 2000 si è svolto
un referendum per abolire le garanzie previste dall'articolo 18 ai
lavoratori delle aziende con più di 15 dipendenti.In pratica il quesito del 2000 chiedeva di eliminare l’articolo 18, e quindi di liberalizzare i licenziamenti.Il referendum non
raggiunse il quorum (il tasso di partecipazione fu del 32,7%), e il
66.4% dei votanti (quasi 10 milioni) si schierò contro l’abrogazione
dell’articolo 18.Quindi non venitemi a parlare di democrazia,che tiro
fuori la pistola!
salariale e popolo alla catena...il governo Renzi esegue il programma dei banchieri.

domenica 15 febbraio 2015
Quando la BCE non era credibile....perchè lo è mai stata?
Quando la BCE non era credibile....perchè lo è mai stata?
Agli albori del disastro....

EUROPA Anche dopo l' 11 settembre, la credibilità della Banca
centrale continua a calare. Sui mercati e tra i governi Le divisioni
paralizzano la Bce Il capo economista Issing frena sui tagli dei tassi.
Ma alcuni banchieri nazionali iniziano a esprimere insoddisfazione La
Germania è sull' orlo della recessione, trascina al ribasso le altre
economie europee. E ancora una volta la Banca centrale ha lasciato i
tassi di interesse invariati. Deludendo le aspettative di governi,
mercati ed economisti che si attendevano uno sprone alla crescita, un
gettito di fiducia. Mentre la Bce si aggrappa alla difesa della sua
indipendenza e alla lotta contro un' inflazione in via di rapida
sparizione, i mercati percepiscono invece una Banca centrale europea
quasi incapace di prendere la decisione giusta al momento giusto, di una
banca centrale sempre behind the curve, che segue il mercato, come si
dice in gergo tecnico-finanziario, invece di anticiparne le mosse, come
fa la Fed. Il problema, secondo alcuni attenti Ecb-watchers (gli
osservatori della Bce), risiede nel fatto che il Consiglio dei
governatori - composto da sei membri del board e da 12 capi delle banche
centrali nazionali - prende le sue decisioni con il metodo del consenso
e non con un voto espresso chiaramente. E, dietro le quinte, alcuni
elementi indicano invece spaccature profonde in materia di politica
monetaria, di cooperazione con i governi europei e le altre banche
centrali internazionali, e in materia di vigilanza sul sistema
finanziario. «Il board e i governatori sono "spaccati", e non
vogliono mostrarlo all' opinione pubblica - dice al Corriere della Sera
un alto banchiere centrale, che per ovvi motivi preferisce non vedere
citato il suo nome -. Il problema è tutto nelle decisioni del Consiglio.
Queste vengono prese a maggioranza, attraverso una faticosa opera di
creazione del consenso. Non arrivano quasi mai al voto. E non hanno una
leadership chiara. Quindi le decisioni importanti vengono continuamente
rinviate. E quando le prendono, è troppo tardi». Il treno del ristagno
economico o, forse, della recessione, è già partito. I mercati, insomma,
percepiscono la Banca centrale europea come distaccata dall' economia
reale e non in grado di cogliere in tempo un brusco rallentamento
economico per reagire in modo preventivo come invece ha fatto la Fed fin
dal gennaio scorso. Un problema noto già sulla carta. Ma nelle
ultime settimane sono giunti alcuni indizi concreti di una profonda
divisione dei governatori sulla riduzione dei tassi. Nella conferenza
stampa tenuta a Vienna dopo la riunione del Consiglio, l' 11 di ottobre
scorso, il presidente della Bce Wim Duisenberg ha parlato di «uno spazio
di manovra (per ridurre i tassi) molto piccolo». Secondo fonti delle
banche centrali, a opporsi a una riduzione dei tassi sarebbe stato
proprio il capo-economista Otmar Issing, responsabile della Politica
monetaria, della Ricerca e dell' Economia, cui spetta di diritto
proporre in Consiglio le mosse di politica monetaria. Ma per la prima
volta le dichiarazioni di Duisenberg hanno suscitato le ire di alti
funzionari delle banche centrali nazionali. Perché avrebbe dato l'
impressione di voler tenere i tassi fermi per qualche tempo, senza
esprimere adeguatamente la diversità delle opinioni all' interno del suo
massimo organo. «Sarebbe un errore interpretare così la posizione del
Consiglio, perché in realtà la porta è stata lasciata aperta», ha
sostenuto un banchiere centrale nazionale. Un altro alto funzionario ha
spiegato che il Consiglio voleva vedere dati espliciti sulla reale
minaccia alla crescita e sul calo dell' inflazione. «Io avrei attuato
una decisione più aggressiva - ha sostenuto il banchiere centrale
nazionale - e la Bce dovrebbe credere di più nelle sue stesse
previsioni, che mostrano un costo della vita in rallentamento». Qui si
vede, ha concluso il funzionario, «la differenza fra la Fed e la Banca
centrale europea». La divisione interna al Consiglio sulla politica
monetaria sembra quindi attraversare il board per scindere in due
fazioni di falchi e colombe anche i governatori. Recentemente, la Bce
è stata lodata da tutto il mondo per l' ottima cooperazione avviata con
la Fed il 17 di settembre scorso, quando un ribasso dei tassi è
riuscito a stabilizzare i mercati finanziari in subbuglio dopo i tragici
attentati americani. E' vero. In realtà, sostengono alcuni critici,
non si è trattato di un' azione concertata, come quella del dicembre '
98, seguita da un comunicato congiunto. La Fed aveva annunciato alla Bce
il taglio dei tassi prima dell' apertura dei mercati. Sono passate
molte ore prima che la Bce annunciasse anche il suo ribasso. E dalla
Finlandia Duisenberg aveva continuato a sostenere di non voler seguire
la Fed. Questo perché, ha spiegato Ernst Welteke, presidente della
Bundesbank e membro del Consiglio della Bce, «alle 16 era stata indetta
una riunione straordinaria in teleconferenza, che è terminata alle 17
con la decisione di ridurre il costo del denaro». Ma ai mercati è
sembrato che la Bce seguisse a ruota la Fed, invece di procedere
insieme. Perché? Secondo fonti delle banche centrali nazionali, ancora
una volta Issing non sarebbe stato del tutto convinto del passo da
attuare (sarebbe inutile chiederne conferma, perché questa è materia top
secret). In questo caso, la divisione in seno al Consiglio in materia
di cooperazione esterna sembra dividere soprattutto il board della Bce.
Anche la cooperazione con i governi europei nelle riunioni dell'
Euro-12 (i 12 Paesi che hanno adottato l' euro) non sembra procedere
come si era auspicato. Stretti fra il corsetto del disavanzo pubblico
dettato dal Patto di stabilità e l' economia sull' orlo della
recessione, il cancelliere Gerhard Schroeder e i ministri alle Finanze
francese, Laurent Fabius, e belga, Didier Reynders, hanno preteso un
ribasso dei tassi, minacciando di modificare il Patto. Ma, poco per
volta, la loro posizione si è ammorbidita. Sembra che sia in corso una
specie di scambio, ha sostenuto Daniel Gros, capo del Dipartimento
economico del Ceps di Bruxelles, in cui «i governi sostengono di non
voler più cambiare il patto e la Bce dice che farà qualcosa sul costo
del denaro». Ma così non è accaduto. Perché la Bce non ha toccato i
tassi. Anche qui, la divisione sembra attraversare il board e i
governatori.
Agli albori del disastro....
Le divisioni paralizzano la Bce.
Il capo economista Issing frena sui tagli dei tassi. Ma alcuni banchieri nazionali iniziano a esprimere insoddisfazione
De Feo Marika
(29 ottobre 2001) - Corriere Economia
(29 ottobre 2001) - Corriere Economia
Fonte: http://archiviostorico.corriere.it/2001/ottobre/29/divisioni_paralizzano_Bce_ce_0_0110291022.shtml
Scusate, ma se l'economia NON è una scienza esatta,perchè tutto quello
che impone Draghi è considerato vangelo?Perchè i mercati decidono della
vita dei popoli?E ancora:perchè la banca centrale deve essere
indipendente dal potere politico?In una vera democrazia le decisioni
fondamentali spetterebbero ai rappresentanti del popolo,o sbaglio?
L'insostenibilità dell'euro era già stata prevista almeno tre decenni prima della sua nascita,non sarebbe ora di dire basta?
martedì 10 febbraio 2015
L’Europa non esiste,o se preferite: l'Europa è solo una espressione geografica!!
L’Europa non esiste,o se preferite: l'Europa è solo una espressione geografica!!

I Greci possono aver fatto tutti gli errori del mondo, ma la soluzione non può essere farli morire di fame. Se esistesse l'Europa, il problema Grecia sarebbe stato risolto in breve tempo con un piano di rientro rispettoso della dignità di un popolo fratello. Ma l'Europa non esiste,o se preferite: l'Europa è solo una espressione geografica!!

In questi giorni sui giornali leggiamo Europa vs Grecia,e poi esiste qualcuno che non si ostina a chiamarla dittatura.

Europa, come la intendono loro (solidarietà, etc.) non esiste, esiste solo l'€uro,l'Europa in cui pochi pensano di decidere arbitrariamente sulla pelle dei molti.

Declino economico e sociale. L'Europa è patria delle diseguaglianze sociali,di povertà diffusa,di suicidi quotidiani,della disperazione. Disoccupazione,morte, povertà, diseguaglianze, questi sono i risultati...
I Greci possono aver fatto tutti gli errori del mondo, ma la soluzione non può essere farli morire di fame. Se esistesse l'Europa, il problema Grecia sarebbe stato risolto in breve tempo con un piano di rientro rispettoso della dignità di un popolo fratello. Ma l'Europa non esiste,o se preferite: l'Europa è solo una espressione geografica!!
In questi giorni sui giornali leggiamo Europa vs Grecia,e poi esiste qualcuno che non si ostina a chiamarla dittatura.
Europa, come la intendono loro (solidarietà, etc.) non esiste, esiste solo l'€uro,l'Europa in cui pochi pensano di decidere arbitrariamente sulla pelle dei molti.
Declino economico e sociale. L'Europa è patria delle diseguaglianze sociali,di povertà diffusa,di suicidi quotidiani,della disperazione. Disoccupazione,morte, povertà, diseguaglianze, questi sono i risultati...
giovedì 5 febbraio 2015
Questa è l'Europa unita (sotto ricatto).
Questa è l'Europa unita (sotto ricatto).
Draghi: "I Bond di Atene non sono più garanzia per ottenere liquidità".

Cari amici atei,gli dei esistono,e uno dei più grandi si chiama Draghi!Gli dei dell'Olimpo giocavano con gli uomini ed erano intoccabili.Gli dei delle banche centrali e dei mercati sono intoccabili e giocano sempre con le vite degli uomini.Lui è il dio di tutti gli europei,l'essere supremo,creatore della moneta dal nulla, il dio di tutte le bolle,l'unico che può decidere della vita e della morte degli uomini europei,solo a lui è dato questo potere,solamente lui sa quando è giunto il nostro momento.Le sue decisioni sono inappellabili,imprevedibili,irreversibili.Non si torna indietro!!!

Renzi gli regala la cravatta...

Junker lo prende per mano...
a quanto pare nessuno ha più paura di Tsipras. Tra qualche giorno gli offriranno un buon infuso di cicuta.Sarà un finale pirotecnico....
Draghi: "I Bond di Atene non sono più garanzia per ottenere liquidità".
Cari amici atei,gli dei esistono,e uno dei più grandi si chiama Draghi!Gli dei dell'Olimpo giocavano con gli uomini ed erano intoccabili.Gli dei delle banche centrali e dei mercati sono intoccabili e giocano sempre con le vite degli uomini.Lui è il dio di tutti gli europei,l'essere supremo,creatore della moneta dal nulla, il dio di tutte le bolle,l'unico che può decidere della vita e della morte degli uomini europei,solo a lui è dato questo potere,solamente lui sa quando è giunto il nostro momento.Le sue decisioni sono inappellabili,imprevedibili,irreversibili.Non si torna indietro!!!
Renzi gli regala la cravatta...
Junker lo prende per mano...
a quanto pare nessuno ha più paura di Tsipras. Tra qualche giorno gli offriranno un buon infuso di cicuta.Sarà un finale pirotecnico....
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