mercoledì 18 settembre 2013
“Le larghe intese sull’art.138 sono liberticide”
"La recente approvazione del ddl costituzionale che deroga all’articolo
138 è una iniziativa liberticida. Ma nel difendere la Costituzione non
dimentichiamoci che i poteri effettivi delle istituzioni parlamentari si
stanno riducendo a favore di organismi non elettivi e onnipotenti.
Questa è la vera sfida che le democrazie contemporanee hanno di fronte".
sabato 7 settembre 2013
Papa Francesco:''la pace si afferma solo con la pace''.
PAPA FRANCESCO:''la pace si afferma solo con la pace''.
«Dio vide che era cosa buona» (Gen 1,12.18.21.25). Il racconto biblico dell’inizio della storia del mondo e dell’umanità ci parla di Dio che guarda alla creazione, quasi la contempla, e ripete: è cosa buona. Questo, carissimi fratelli e sorelle, ci fa entrare nel cuore di Dio e, proprio dall’intimo di Dio, riceviamo il suo messaggio. Possiamo chiederci: che significato ha questo messaggio? Che cosa dice questo messaggio a me, a te, a tutti noi?
1. Ci dice semplicemente che questo nostro mondo nel cuore e nella mente di Dio è la “casa dell’armonia e della pace” ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi “a casa”, perché è “cosa buona”. Tutto il creato forma un insieme armonioso, buono, ma soprattutto gli umani, fatti ad immagine e somiglianza di Dio, sono un’unica famiglia, in cui le relazioni sono segnate da una fraternità reale non solo proclamata a parole: l’altro e l’altra sono il fratello e la sorella da amare, e la relazione con il Dio che è amore, fedeltà, bontà si riflette su tutte le relazioni tra gli esseri umani e porta armonia all’intera creazione. Il mondo di Dio è un mondo in cui ognuno si sente responsabile dell’altro, del bene dell’altro. Questa sera, nella riflessione, nel digiuno, nella preghiera, ognuno di noi, tutti pensiamo nel profondo di noi stessi: non è forse questo il mondo che io desidero? Non è forse questo il mondo che tutti portiamo nel cuore? Il mondo che vogliamo non è forse un mondo di armonia e di pace, in noi stessi, nei rapporti con gli altri, nelle famiglie, nelle città, nelle e tra le nazioni? E la vera libertà nella scelta delle strade da percorrere in questo mondo non è forse solo quella orientata al bene di tutti e guidata dall’amore?
Papa francesco alla Veglia per la pace in siria, 07.settembre.2013
Testo integrale della omelia del Papa a veglia di preghiera per la pace.Un grande testo che va alle radici dell'uomo.«Dio vide che era cosa buona» (Gen 1,12.18.21.25). Il racconto biblico dell’inizio della storia del mondo e dell’umanità ci parla di Dio che guarda alla creazione, quasi la contempla, e ripete: è cosa buona. Questo, carissimi fratelli e sorelle, ci fa entrare nel cuore di Dio e, proprio dall’intimo di Dio, riceviamo il suo messaggio. Possiamo chiederci: che significato ha questo messaggio? Che cosa dice questo messaggio a me, a te, a tutti noi?
1. Ci dice semplicemente che questo nostro mondo nel cuore e nella mente di Dio è la “casa dell’armonia e della pace” ed è il luogo in cui tutti possono trovare il proprio posto e sentirsi “a casa”, perché è “cosa buona”. Tutto il creato forma un insieme armonioso, buono, ma soprattutto gli umani, fatti ad immagine e somiglianza di Dio, sono un’unica famiglia, in cui le relazioni sono segnate da una fraternità reale non solo proclamata a parole: l’altro e l’altra sono il fratello e la sorella da amare, e la relazione con il Dio che è amore, fedeltà, bontà si riflette su tutte le relazioni tra gli esseri umani e porta armonia all’intera creazione. Il mondo di Dio è un mondo in cui ognuno si sente responsabile dell’altro, del bene dell’altro. Questa sera, nella riflessione, nel digiuno, nella preghiera, ognuno di noi, tutti pensiamo nel profondo di noi stessi: non è forse questo il mondo che io desidero? Non è forse questo il mondo che tutti portiamo nel cuore? Il mondo che vogliamo non è forse un mondo di armonia e di pace, in noi stessi, nei rapporti con gli altri, nelle famiglie, nelle città, nelle e tra le nazioni? E la vera libertà nella scelta delle strade da percorrere in questo mondo non è forse solo quella orientata al bene di tutti e guidata dall’amore?
giovedì 5 settembre 2013
Evasione fiscale, Letta annuncia battaglia. Peccato che..il condannato per frode fiscale e il condono della vergogna.
Evasione fiscale, Letta annuncia battaglia. Peccato che..il condannato per frode fiscale e il condono della vergogna.
Letta al G20:"Il secondo grande tema è la lotta ai paradisi fiscali'' intanto il governo da un super sconto sulla multa comminata a dieci società attive nel business dell'azzardo..... molte di loro hanno le holding di controllo in Paesi offshore.
"Chi ha portato i soldi fuori dall'Italia deve sapere che non è come 5-10 anni fa, sappiano che conviene riportare i soldi e pagare quello che si deve perchè la situazione internazionale non consente più le coperture di prima". Enrico Letta, che simpatico umorista. Anche se non si comprende la fine della frase: significa che fino all'altro ieri tutto sommato potevamo chiudere un occhio o entrambi? (cosa che abbiamo fatto benissimo)
Al di là del lapsus, l'umorismo di Letta è di altissimo livello. Riavvolgiamo il nastro all'autunno 2009, mese di ottobre.
Il Pdl, all'epoca saldo al governo in compagnia della Lega Nord e del
futuro 'pentito' Gianfranco Fini, sta per varare l'ennesimo scudo
fiscale. Hai capitali all'estero? Non importa in che modo li hai
ottenuti, riportali in Italia, paghi il 5% di quanto hai fatto rientrare
e sei a posto. Ah dimenticavo, il Fisco non ti potrà chiedere conto di
nulla, perchè lo Stato ti garantisce l'anonimato. E se hai commesso
reati, questi non sono contestabili. Su altre latitudini verrebbe definito "riciclaggio di Stato", ma mica stiamo qui a spaccare il capello in quattro.
E non vi azzardate a chiedere al Capo dello Stato di non firmare il provvedimento perchè lui vi risponde: "Tanto me lo rimandano uguale". Al tempo Giorgio non era ancora il Re Sole di oggi. Quando Antonio Di Pietro attaccò il Capo dello Stato per aver firmato, Enrico Letta alzo il ditino contro l'ex magistrato: "Stavolta ha esagerato". Forse per il futuro premier, Giorgio è sempre stato il Re.
Il 2 ottobre 2009 è in programma il voto finale alla Camera. Nelle file della maggioranza ci sono molti assenti, occasione ghiotta per il centrosinistra di zittire tutti i malpensanti che parlano di 'connivenza' tra Pd e Pdl. Ma il provvedimento passa lo stesso, con 20 voti di scarto. Quanti assenti nel Pd? Esattamente 22: Ileana Argentin, Paola Binetti, Gino Bucchino, Angelo Capodicasa, Enzo Carra, Lucia Coldurelli, Stefano Esposito, Giuseppe Fioroni, Antonio Gaglioni, Dario Ginefra, Oriano Giovanelli, Gero Grassi, Antonio La Forgia, Marianna Madia, Margherita Mastromauro, Massimo Pompili, Fabio Porta, Giamomo Portas, Sergio D'Antoni, Linda Lanzillotta, Giovanna Melandri, Lapo Pistelli. Madia e D'Antoni assenti 'giustificati' per cause mediche. Lanzillotta, Melandri e Pistelli a Madrid per seguire un convegno (evidentemente più importante).
Fonte: http://it.ibtimes.com/articles/53374/20130724/letta-evasione-scudo-fiscale-pd-2009-berlusconi-governo.htm
E non vi azzardate a chiedere al Capo dello Stato di non firmare il provvedimento perchè lui vi risponde: "Tanto me lo rimandano uguale". Al tempo Giorgio non era ancora il Re Sole di oggi. Quando Antonio Di Pietro attaccò il Capo dello Stato per aver firmato, Enrico Letta alzo il ditino contro l'ex magistrato: "Stavolta ha esagerato". Forse per il futuro premier, Giorgio è sempre stato il Re.
Il 2 ottobre 2009 è in programma il voto finale alla Camera. Nelle file della maggioranza ci sono molti assenti, occasione ghiotta per il centrosinistra di zittire tutti i malpensanti che parlano di 'connivenza' tra Pd e Pdl. Ma il provvedimento passa lo stesso, con 20 voti di scarto. Quanti assenti nel Pd? Esattamente 22: Ileana Argentin, Paola Binetti, Gino Bucchino, Angelo Capodicasa, Enzo Carra, Lucia Coldurelli, Stefano Esposito, Giuseppe Fioroni, Antonio Gaglioni, Dario Ginefra, Oriano Giovanelli, Gero Grassi, Antonio La Forgia, Marianna Madia, Margherita Mastromauro, Massimo Pompili, Fabio Porta, Giamomo Portas, Sergio D'Antoni, Linda Lanzillotta, Giovanna Melandri, Lapo Pistelli. Madia e D'Antoni assenti 'giustificati' per cause mediche. Lanzillotta, Melandri e Pistelli a Madrid per seguire un convegno (evidentemente più importante).
Fonte: http://it.ibtimes.com/articles/53374/20130724/letta-evasione-scudo-fiscale-pd-2009-berlusconi-governo.htm
domenica 1 settembre 2013
Le radici della guerra..la propaganda tra passato e presente....
Le radici della guerra..la propaganda tra passato e presente....
Se la nostra civiltà comprendesse fino in fondo cosa sia veramente la guerra e non ne avesse una visione edulcorata dalla propaganda di cinema, tv e media, non sarebbe possibile ai potenti del pianeta servirsi di questo mezzo ignobile.
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''Il bluff delle armi di distruzione di massa: IRAQ 2003''
Dal libro ''Esportare la libertà...il mito che ha fallito''
di Luciano Canfora
Da sempre i governi e gli stati coprono con altisonanti dichiarazioni i motivi spesso cinici che stanno alla base delle guerre da loro scatenate. Secondo Luciano Canfora, il proposito americano di esportare la libertà in Iraq è solo l'ultimo esempio di questo oliatissimo meccanismo propagandistico. Sparta combatté la guerra del Peloponneso sostenendo di voler liberare i Greci dall'oppressione ateniese; le guerre napoleoniche determinarono la trasformazione della Francia rivoluzionaria in impero bonapartista; i conflitti regionali della Guerra Fredda (Vietnam, Medio Oriente, Afghanistan), furono sempre inseriti nel contesto di una lotta per l'affermazione della democrazia nel mondo. Canfora dimostra in un'analisi acuta e spesso provocatoria che la politica internazionale si è sempre servita del richiamo all'ideale libertario per coprire le logiche di lotta per il dominio che inevitabilmente condizionano lo scenario internazionale. Un appassionato atto d'accusa contro le nefandezze compiute in nome di nobili principi e supremi ideali e allo stesso tempo un disincantato repertorio di casi storici recenti e remoti, accomunati da quella che Canfora definisce una emblematica "torsione morale, culturale e politica" che consente a uno stato di perseguire una cinica politica di egemonia, fregiandosi allo stesso tempo del titolo di difensore della libertà.
giovedì 29 agosto 2013
Nessun complotto...ce lo dicevano chiaramente!! BONN Pentirsi e guidare l' Europa.
Nessun complotto...ce lo dicevano chiaramente!!
Dirk Freitag (Istituto monetario europeo):''Perno del nuovo sistema tedesco e' ovviamente la moneta europea che pero' , secondo Dirk Freitag (Istituto monetario europeo), dovra' essere inchiodata al marco, o meglio dovra' essere tanto simile al marco da risultare di fatto la stessa cosa.''
Karl Lamers, responsabile per la politica estera della Cdu:"In Europa dobbiamo comandare noi, ma senza che nessuno se ne accorga!" ("Wir mussen fuhren, aber ohne dass es jemand merkt!", "Die Zeit", 12 maggio).
Il nuovo sistema tedesco si sta formando grazie ad una progressiva convergenza tra la messa a punto degli obiettivi economici e la definizione degli spazi politici dentro i quali sembra possibile raggiungerli; sicche' i cavalieri della Finanza come Norbert Walter (Deutsche Bank) propongono, e gli strateghi della politica come Lamers e Schauble (Cdu) si preparano a disporre.

BONN Pentirsi e guidare l' Europa.
Dirk Freitag (Istituto monetario europeo):''Perno del nuovo sistema tedesco e' ovviamente la moneta europea che pero' , secondo Dirk Freitag (Istituto monetario europeo), dovra' essere inchiodata al marco, o meglio dovra' essere tanto simile al marco da risultare di fatto la stessa cosa.''
Karl Lamers, responsabile per la politica estera della Cdu:"In Europa dobbiamo comandare noi, ma senza che nessuno se ne accorga!" ("Wir mussen fuhren, aber ohne dass es jemand merkt!", "Die Zeit", 12 maggio).
Il nuovo sistema tedesco si sta formando grazie ad una progressiva convergenza tra la messa a punto degli obiettivi economici e la definizione degli spazi politici dentro i quali sembra possibile raggiungerli; sicche' i cavalieri della Finanza come Norbert Walter (Deutsche Bank) propongono, e gli strateghi della politica come Lamers e Schauble (Cdu) si preparano a disporre.
BONN Pentirsi e guidare l' Europa.
Una potenza in un continente pieno d' incognite. A partire dalla Russia. Un impero centrale che guardi all' Est puo' ritrovare a Mosca il vecchio nemico geopolitico. Ritrovata l' autorita' morale, Kohl puo' dispiegare la forza economica senza pagare pedaggi.
(4 giugno 1995) -ARCHIVIO Corriere della Sera un articolo di Vertone Saverio.
VIAGGIO NELL' IMPERO TEDESCO . 3 Nel cinquantenario della guerra la Germania ha colto l' occasione per rinnegare il passato nazista. Ora vuol essere leader TITOLO: Pentirsi e guidare l' Europa Una potenza in un continente pieno d' incognite. A partire dalla Russia Un impero centrale che guardi all' Est puo' ritrovare a Mosca il vecchio nemico geopolitico Ritrovata l' autorita' morale, Kohl puo' dispiegare la forza economica senza pagare pedaggi -
venerdì 23 agosto 2013
Luciano Canfora: L’UE, inattesa realizzazione del sogno di Hitler.........
Luciano Canfora: L’UE, inattesa realizzazione del sogno di Hitler.......
“Mi chiedo che cosa significhi questa ideologia europeista. Ne deduco che esista un valore denominato Europa. Ma allora vorrei capire se esiste anche un valore Asia o Africa. Perchè non dichiararsi asiatisti o africanisti, piuttosto che europeisti? E l'Australia, dove la mettiamo? Non si sente l'esigenza di uno spirito australianista?”
Luciano Canfora, noto filologo e appassionato studioso di storia antica, ha recentemente dato alle stampe la sua ultima fatica (“Intervista sul potere”, ed. Laterza), una lunga digressione sotto forma di intervista su una moltitudine di temi: dal senso della democrazia a Napoleone, da Mao ai rapporti tra Sparta ed Atene, da Tucidide all'Euro. E proprio sul senso politico e sociale di quest'ultimo dedica l'ultimo capitolo, intitolato significativamente “Elite e popolo”.
Messo sotto fuoco incrociato lo spirito internazionalista, ciò che le élites propongono in sua vece è una poco elegante riduzione linguistica del coacervo di interessi che ha spostato e sta spostando immense somme di denaro dalle tasche dei cittadini alle loro. Ciò avviene nel nome di quella dottrina europeista che riempie quotidianamente pagine di giornali e programmi televisivi. Dottrina che permette all'AD della Fiat di delocalizzare lasciando a casa migliaia di lavoratori. “Non bastano i vantaggi che mi offre l'Italia, dichiara Marchionne, perchè se vado in Serbia posso guadagnare di più…mi da un certo fastidio chi sostiene chi ci siano “dottrine” adatte a giustificare comportamenti del genere. Tutto dipende, ripeto, dai rapporti di forza.”
A tale riguardo la denuncia di Canfora è precisa: “l'equilibrio delle forze si è spostato nettamente a favore di questi ceti tecnocratici ristretti, che non intendono farsi governare dal potere politico. Al contrario, sono essi che non solo lo influenzano, lo rimbrottano e lo limitano, ma addirittura lo contrastano apertamente e lo soverchiano”.
Quindi lo scenario attuale vede un apparato politico (che dovrebbe regolamentare la vita sociale nel nome del massimo profitto per i cittadini) succube di quelle forze elitiste, e si ritrova ad assecondare ogni loro capriccio, semantica inclusa. Tutto ciò si traduce in una “perdita di sovranità degli Stati nazionali, in particolare dell'Italia, rispetto all'influenza dei mercati finanziari.”
Questo stato di cose, nel quale i cittadini sono destinati a perdere sempre più potere a favore delle élites, è determinato da un processo ben definito: “via via che si internazionalizza la produzione cresce enormemente il potere di ricatto della grande industria e delle banche.”
La globalizzazione è quindi quel processo che permette a grandi industrie e banche di entrare a pieno titolo nelle aule parlamentari per far valere i propri interessi a tutto svantaggio di quelli dei cittadini. Ma il profitto (di cui banche e corporation sono gli attuali maggiori difensori) non è anche fautore dello sviluppo? “Il problema è esattamente questo: se si debba ritenere che il profitto sia un valore assoluto, in quanto unico possibile motore dello sviluppo, o se lo sviluppo stesso possa essere un fatto sociale, che non si basa necessariamente sul tornaconto individuale. E' un dilemma con cui siamo alle prese da secoli. Io sono convinto che i capitalisti non siano benefattori dell'umanità e che la crescita economica non passi necessariamente per l'esaltazione di un egoismo esasperato, individuale o collettivo.”
Eppure ci dicono che le attuali politiche europee siano l'unico approdo sensato per evitare il disastro del ritorno alle monete locali. “Io contesto alla radice l'attuale retorica europeista. Ci viene fatto credere che questo tipo di costruzione, che notoriamente ci penalizza rispetto alla megapotenza tedesca, sia l'unica possibilità di realizzare delle aggregazioni significative a livello internazionale. Invece ne esistono altre.”
L'intervistatore a questo punto pone una domanda essenziale: “Lei giudica l'ingresso nell'euro una scelta fallimentare?” “Sì. Capisco il PD che la difende, ma è solo perchè non ha altro da dire. Se si toglie l'euro, che ci ha rovinati, tutta l'esperienza di governo del centrosinistra, con Romano Prodi e con Carlo Azeglio Ciampi, è finita. Che cosa hanno combinato gli eredi del PCI, da quando quel partito si è sciolto? Hanno procurato agli italiani un po' di miseria in più tramite la scelta di entrare nell'euro, compiuta per giunta in modo autocratico, senza alcun referendum. Mi sembra piuttosto che stiamo smantellando metodicamente lo Stato sociale proprio in nome dell'Europa…siamo di fronte a un'enorme ondata di disagio e di rifiuto da parte dei cittadini, ai quali è stato impedito di dire la loro quando dall'alto calavano decisioni pesantissime o, peggio ancora, presentate in maniera ingannevole. L'introduzione dell'euro venne esaltata come un grande passo in avanti e invece ha portato al dimezzamento dei salari. Facciamo una terapia di salasso dei contribuenti e di macelleria sociale senza limiti solo per poter dire che l'Europa, cioè la Germania con i suoi vassalli nordici, è una grande potenza? Non mi pare un valore per cui sacrificarsi. Non abbiamo un governo (se ce l'abbiamo, è quello tedesco), non abbiamo un esercito, non abbiamo una statualità di tipo elvetico o statunitense. Abbiamo solo una moneta, che serve alla Germania per imporre all'eurozona i suoi prodotti, peraltro validissimi, mentre noi italiani rinunciamo ad avere una forza espansiva sui mercati. Inoltre, per puntellare tutto ciò, bisogna bastonare la Grecia, mettere in ginocchio la Spagna, schiaffeggiare il Portogallo, stangolare Cipro….Ma neanche la Santa Alleanza arrivava a tanto. E non si intravede una prospettiva a questo calvario.”
lunedì 12 agosto 2013
Cos'è realmente il MES?? La sovranità dei cittadini aggirata a caro prezzo.
Cos'è realmente il MES?? La sovranità dei cittadini aggirata a caro prezzo.

12 Luglio 2012, approvazione del Senato della Repubblica con 191 SI, 15 astenuti, 21 NO;
19 Luglio 2012, approvazione della Camera dei Deputati con 325 SI (168 PD, 83 PDL, 30 UDC, 14 FLI, 11 Responsabili, 19 Gruppo Misto), 36 astenuti (20 PDL, 13 IDV, 3 Gruppo Misto) e 53 NO (51 Lega Nord, 2 PDL);
23 Luglio 2012, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firma la Legge.
- See more at: http://www.mondoinformazione.com/notizie-italia/mes-meccanismo-europeo-stabilita/92988/#sthash.k9oEAuet.dpuf
ESM (o MES) ovvero, meccanismo europeo di stabilità. È questo il nome della nuova minaccia che si abbatte sul nostro Paese e sull'Europa tutta.
Si tratta, in poche parole, di instradare i 17 stati aderenti a questo 'patto fiscale' (l'Italia è fra questi) dentro a un meccanismo che, di fatto, istituisce un'organizzazione finanziaria intergovernativa: la, il MES, per l'appunto. L'accordo, nasce come insieme di modifiche al Trattato Europeo approvate il 23 marzo 2011 dalla plenaria di Bruxelles e ratificate dal Consiglio Europeo nel luglio dell'anno scorso. L'entrata in vigore del provvedimento, è prevista per luglio 2012.
IL MES, è quindi un'istituzione finanziaria internazionale ed ha il velato (neanche tanto) obiettivo di evitare il fallimento degli stati membri in difficoltà, prestando capitali.
Tale organizzazione, avrebbe quindi il compito di decidere la vita e la morte di uno stato, con la conseguente conclusione che la sovranità nazionale tanto sbandierata (in più occasioni anche nei nostri confini nazionali) verrebbe 'spezzettata'.
Il capitale di cui si doterà il MES, sarà di ben 700 miliardi di euro. L'organismo, sarà diretto dai 17 ministri dell'Economia dei paesi aderenti. Per l'Italia, quindi, avremo il Presidente Mario Monti, ex uomo di Goldman Sachs. Indovinate chi è che, se tale accordo dovesse ufficialmente passare, salirà sul podio dei maggiori contribuenti? Siamo noi! Sarà proprio l'Italia.
Basta vedere le percentuali di contribuzione sul trattato. Come ci racconta il blogger Claudio Messora, dalle pagine di Byoblu, analizzando il testo: “la percentuale di contribuzione […] per l'Italia è del 17,9137%. Siamo i terzi maggiori contribuenti in assoluto […] andate al secondo allegato, ottava riga. Abbiamo un milione e duecentocinquantamila quote (1.253.959, per la precisione) e contribuiremo con la bellezza di 125.395.900.000 €”.

Il capitale di cui si doterà il MES sarà di ben 700 miliardi di euro
Dei
700 miliardi di capitale del MES, continua Messora: “80 andranno
saldati subito […] in cinque anni […]. Il resto bisognerà corrisponderli
non appena i 17 super governatori (tra cui Mario Monti) lo decideranno,
insieme ad ogni altro aumento di capitale (quindi ben oltre i 125 della
nostra quota parte) che verrà decisa a insindacabile giudizio
dal MES. Cui nessuno potrà chiedere conto, essendo le sue sedi e i
documenti personali di tutti i governatori assolutamente inviolabili e
immuni a qualsiasi istituzione giuridica. […] Facendo due conti, il
17,9137% di 80 fa 14,32. Il che significa che dovremo […] pagare 14,32
miliardi cash in cinque anni. Fanno quasi tre miliardi all'anno”.
Testo integrale del Trattato istitutivo del MES: link qui
Il Parlamento Italiano ha approvato l’adesione al MES con le seguenti votazioni:12 Luglio 2012, approvazione del Senato della Repubblica con 191 SI, 15 astenuti, 21 NO;
19 Luglio 2012, approvazione della Camera dei Deputati con 325 SI (168 PD, 83 PDL, 30 UDC, 14 FLI, 11 Responsabili, 19 Gruppo Misto), 36 astenuti (20 PDL, 13 IDV, 3 Gruppo Misto) e 53 NO (51 Lega Nord, 2 PDL);
23 Luglio 2012, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firma la Legge.
- See more at: http://www.mondoinformazione.com/notizie-italia/mes-meccanismo-europeo-stabilita/92988/#sthash.k9oEAuet.dpuf
Si tratta, in poche parole, di instradare i 17 stati aderenti a questo 'patto fiscale' (l'Italia è fra questi) dentro a un meccanismo che, di fatto, istituisce un'organizzazione finanziaria intergovernativa: la, il MES, per l'appunto. L'accordo, nasce come insieme di modifiche al Trattato Europeo approvate il 23 marzo 2011 dalla plenaria di Bruxelles e ratificate dal Consiglio Europeo nel luglio dell'anno scorso. L'entrata in vigore del provvedimento, è prevista per luglio 2012.
IL MES, è quindi un'istituzione finanziaria internazionale ed ha il velato (neanche tanto) obiettivo di evitare il fallimento degli stati membri in difficoltà, prestando capitali.
Tale organizzazione, avrebbe quindi il compito di decidere la vita e la morte di uno stato, con la conseguente conclusione che la sovranità nazionale tanto sbandierata (in più occasioni anche nei nostri confini nazionali) verrebbe 'spezzettata'.
Il capitale di cui si doterà il MES, sarà di ben 700 miliardi di euro. L'organismo, sarà diretto dai 17 ministri dell'Economia dei paesi aderenti. Per l'Italia, quindi, avremo il Presidente Mario Monti, ex uomo di Goldman Sachs. Indovinate chi è che, se tale accordo dovesse ufficialmente passare, salirà sul podio dei maggiori contribuenti? Siamo noi! Sarà proprio l'Italia.
Basta vedere le percentuali di contribuzione sul trattato. Come ci racconta il blogger Claudio Messora, dalle pagine di Byoblu, analizzando il testo: “la percentuale di contribuzione […] per l'Italia è del 17,9137%. Siamo i terzi maggiori contribuenti in assoluto […] andate al secondo allegato, ottava riga. Abbiamo un milione e duecentocinquantamila quote (1.253.959, per la precisione) e contribuiremo con la bellezza di 125.395.900.000 €”.
Il capitale di cui si doterà il MES sarà di ben 700 miliardi di euro
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