lunedì 20 ottobre 2014

Questo potere è peggio che totalitario in quanto è violentemente totalizzante.

Questo potere è peggio che totalitario in quanto è violentemente totalizzante.
 
Politici che annaffiano l'orto coltivato a consenso. La democrazia del consenso è solo questo, spettacolo e voto di scambio.Se i giovani leggessero ''Scritti corsari'' di Pier Paolo Pasolini, scoprirebbero che presente e futuro prossimo sono stati già (de)scritti.
Ci siamo fatti truffare come polli d'allevamento.
Siamo tutti polli d'allevamento. Siamo tutti carne da macello.

''Questo potere è peggio che totalitario in quanto è violentemente totalizzante...ha generato un drammatico vuoto di potere.
Gli italiani...sono divenuti in pochi anni un popolo degenerato , ridicolo, mostruoso, criminale.
Ho visto "coi miei sensi" il comportamento coatto del potere dei consumi ricreare e deformare la coscienza del popolo italiano , fino a una irreversibile degradazione.Cosa che non era accaduta durante il fascismo fascista, periodo in cui il comportamento era completamente dissociato dalla coscienza.Vanamente il potere "totalitario" iterava e reiterava le sue imposizioni comportamentistiche: la coscienza non ne era implicata.
I "modelli" fascisti non erano che maschere, da mettere e levare. Quando il fascismo fascista è caduto , tutto è tornato come prima.

Il nuovo potere non è più clerico-fascista , non è più repressivo.
Non possiamo più usare contro di esso gli argomenti...che tanto abbiamo adoperato contro il potere clerico fascista , contro il potere repressivo.
Il nuovo potere consumistico e permissivo si è valso proprio delle nostre conquiste mentali di laici, di illuministi, di razionalisti , per costruire la propria impalcatura di di falso laicismo, di falso illuminismo, di falsa razionalità. Si è valso delle nostre sconsacrazioni per liberarsi di un passato che, con tutte le sue atroci e idiote consacrazioni, non gli serviva più.
In compenso però tale nuovo potere ha portato al limite massimo la sua unica sacralità: la sacralità del consumo come rito, e, naturalmente, della merce come feticcio. Nulla più osta a tutto questo.

... Come polli di allevamento , gli italiani hanno subito assorbito la nuova ideologia irreligiosa e antisentimentale del potere: tale è la forza di attrazione e di convinzione della nuova qualità di vita che il potere promette, e tale è , insieme , la forza degli strumenti di comunicazione (specie la televisione) di cui il potere dispone.
Come polli d'allevamento , gli italiani hanno indi accettato la nuova sacralità , non nominata , della merce e del suo consumo.
Del resto c'è da chiedersi cos'è più scandaloso : se la provocatoria ostinazione dei potenti a restare al potere, o l'apolitica passività del paese ad accetare la loro stessa fisica presenza (" ...quando il potere ha osato oltre ogni limite , non lo si può mutare, bisogna accettarlo così com'è"...).

da "Scritti corsari" di Pier Paolo Pasolini.
LA QUESTIONE SOCIALE È QUESTIONE MORALE.
 '' Lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere autentico sviluppo, deve essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo. Com’è stato giustamente sottolineato da un eminente esperto: "noi non accettiamo di separare l’economico dall’umano, lo sviluppo dalla civiltà dove si inserisce. Ciò che conta per noi è l’uomo, ogni uomo, ogni gruppo d’uomini, fino a comprendere l’umanità intera".
POPULORUM PROGRESSIO LETTERA ENCICLICA  DI SUA SANTITÀ PAOLO PP. VI 

domenica 19 ottobre 2014

"Rimbocchiamoci le maniche e ricominciamo dalla battaglia culturale".

"Rimbocchiamoci le maniche e ricominciamo dalla battaglia culturale".    
 Intervista a Luciano Canfora


Classicista di fama internazionale, esponente di spicco della sinistra italiana, già iscritto a Rifondazione comunista e al Pdci, docente presso l’Università di Bari, Luciano Canfora è uno degli intellettuali più prestigiosi e controcorrenti che il panorama italiano può vantare. Quest’anno ha partecipato in qualità di condirettore all’edizione 2014 di FestivalStoria, ospitata presso i locali dell’Università di San Marino, dedicata questa volta al tema “Auri Sacra Fames”. Il denaro, motore della Storia? e che chiude oggi i battenti. A lui abbiamo chiesto di riflettere su questo concetto il quale se per certi versi appare scontato di fatto non trova mai o quasi mai riscontro esplicito nelle discussioni politiche o culturali sia a livello nazionale che internazionale.
Professor Canfora, fermo restando che già sappiamo, come sosteneva Marx, che l’economia è la struttura portante della storia dell’umanità, e con essa il denaro e l’avidità dell’uomo, si può intravedere un’epoca dove però questo aspetto ha prevalso più di altri momenti?
Una storia dell’umanità in sintesi l’ha già raccontata Lucrezio, il poeta latino del tempo di Cicerone e di Cesare, a metà del primo anno Avanti Cristo. Nel quinto libro del “De Rerum Natura”, una pagina formidabile, una specie di storia dell’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato, dice che il conflitto e quindi la storia conflittuale dell’umanità, comincia quando fu scoperta la proprietà. “Res reperta”, appunto la proprietà, e “aurunque”, cioè l’oro. Riferimento del valore convenzionale. E forse, anche se non possiamo saperlo con certezza, probabilmente già Epicuro si soffermava molto su questo punto se lo stesso Lucrezio appunto lo ha molto tradotto parafrasandolo e rievocandolo. Io sono convinto che Lucrezio sia stato un pensatore originale e molto importante. Comunque l’intuizione che l’intera vicenda umana sia legata a questo fenomeno e alla dinamica della proprietà e al conflitto che essa determina, diventa lì, nel suo pensiero, molto chiara. Ed è altrettanto chiara e ben presente nella consapevolezza e nella coscienza di tutti gli storici e i pensatori del mondo antico, che sono millenni di storia non certamente un quarto d’ora. Insomma il materialismo storico non ha inventato nulla a riguardo, ha solo preso coscienza di un convincimento radicato nella realtà.

Anche quando si parla della “guerra motore della Storia” siamo sempre dentro il concetto di “scontro per la proprietà”?
Certo. Che sia conflitto imperiale o conflitto civile sempre della stessa cosa si tratta. Ci sono però dei momenti in cui tutto questo passa in secondo piano nelle coscienze delle persone, e questo lo abbiamo visto varie volte riprodursi, a seguito della conflittualità a base religiosa. L’altro malanno dell’umanità sono infatti le religioni, che scatenando i fanatismi contrappositivi, ovvero “quello che penso io è vero, quello che pensi tu è demoniaco”, innescano appunto conflitti spaventosi che possono durare secoli. L’Europa, che è un luogo molto ipocrita, per secoli si è dilaniata per guerre di religione, totalmente sconvolgenti dal punto di vista mentale. Si può ritenere che anche dietro, ma molto mediatamente, questi conflitti allucinanti a base religiosa ci siano motivi di carattere materiale. Di cui gli stessi protagonisti però non sono consapevoli. Sicuramente il petrolio è alla base della guerra lancinante del nuovo califfato contro i paesi vicini, ma i militanti di quella realtà, completamente obnubilati dal punto di vista mentale, credono di lottare per una religione, per una fede. Sono probabilmente molto mediatamente manovrati e quindi la loro posizione appare ancora più tragica in quanto diventano oggetti e non soggetti della storia. Però tendo a pensare che se uno guarda da vicino anche in quel caso al di sotto c’è la “res” come diceva Lucrezio.

domenica 28 settembre 2014

Il Paese più corrotto dell'Ue? L'onesta e corr(O)tta Germania

 Il Paese più corrotto dell'Ue? L'onesta e corre(O)tta Germania

Questo post lo dedichiamo ai nostri cari amici luogocomunisti.... come era la storia...la corruzzzzzione c'è solo in Italia,italiani popolo di corrotti,tedeschi onesti,corretti e produttivi..... ma tu guarda un po'... 


Secondo un rapporto di Visa Europa, l'economia sommersa tedesca è la più consistente d'Europa: 351 miliardi di euro, 20 in più rispetto all'Italia.

I tedeschi, si sa, sono sempre pronti a fare la ramanzina all'Italia. Chiunque a Berlino si sente titolato a puntare il dito.Se non è la cancelliera Angela Merkel, è il presidente dell'Europarlamento Martin Schulz. Eppure i numeri dicono tutt'altro. Secondo un attento studio di Visa Europa, riportato oggi da ItaliaOggi, in termini assoluti l'economia sommersa tedesca è la più consistente di tutta l'Unione europea. Supera addirittura i 350 miliardi di euro ed è pari al nero di Gran Bretagna, Belgio, Svezia, Irlanda e Austria messe insieme. Eppure nessuno ci fa caso.
I dati non mentono. Ma smentiscono. E basta dare una rapida occhiata al report realizzato dalla At Kearney con il professore dell'Università di Linz, Friedrich Schneider, autorità nello smascherare la cosiddetta shadow economy per capire che i tedeschi sono dei gran furbetti. Certo gli italiani ci mettono del loro per toccare certo livelli, ma mai come i tedeschi. Ebbene, secondo il rapporto commissionato da Visa Europa, l'economia sommersa tedesca si aggira intorno ai 351 miliardi di euro, quasi 20 miliardi in più rispetto a quella italiana che è appunto stimata intorno ai 333 miliardi. Di questo malloppo, spiega Schneider, solo nel 2012 le mazzette teutoniche hanno pesato per 250 miliardi di euro. In questo gli italiani sono imbattibili: le tangenti sono stimate intorno aI 280 miliardi di euro.
A fronte di questi numeri quello che più colpisce è il capitolo dedicato alle statistiche giudiziarie. Secondo il rapporto di Visa Europa, infatti, nel 2009 sono state sporte 6.354 denunce, nel 2012 ben 8.175. "Mentre le denunce di crimini aumentano, le indagini diminuiscono - spiega Marco Cobianchi su ItaliaOggi - dalle 1.813 del 2010 si è passati alle 1.528 del 2011 fino alle 1.373 del 2012". E in Italia? Nel 2012 le denunce per corruzione e concussione e abuso d'ufficio sono state 1.820, mentre i condannati sono stati 800. Tutt'altra proporzione. Come fa notare Cobianchi, infatti, "in Italia si denuncia meno ma si condanna molto di più". Secondo il rapporto della Commissione europea sulla corruzione, la colpa è della magistrura tedesca che è soggetta al potere politico. A Berlino, infatti, il ministero della Giustizia può "istruire il magistrato di una inchiesta su come condurre le indagini" e dove andare a concentrare le proprie attenzioni.
Fonte:http://www.ilgiornale.it/news/economia/paese-pi-corrotto-dellue-lonesta-e-corretta-germania-1055093.html
E basta con 'sti luoghi comuni...cari amici luogocomunisti:
la Germania è leader anche nella corruzzzzzzione!!!!

giovedì 4 settembre 2014

I 7 punti di Putin per l’Ucraina.

I 7 punti di Putin per l’Ucraina.

 Vladimir Putin e Petro Poroshenko si stringono la mano, foto del 26 agosto durante  un incontro a Minsk   (Epa)

Che cattivone questo Putin!
Propone un cessate il fuoco ma lo fa mettendo ben "sette condizioni", una vera trappola stile Hitler!

Si legga questo abominio:
condizioni ritenute necessarie da Putin per la tregua nel conflitto ucraino. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-a82cfb93-bd90-4871-b2a3-999232082a8c.html#sthash.zUOnapqq.dpuf  
condizioni ritenute necessarie da Putin per la tregua nel conflitto ucraino. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-a82cfb93-bd90-4871-b2a3-999232082a8c.html#sthash.zUOnapqq.dpuf

 1. Le milizie filo-russe devono interrompere le avanzate militari nell'Est.
2. Le forze armate pro Kiev devono ritirarsi a una distanza che escluda la possibilità di bombardare gli abitati.
3. Attuare un controllo e monitoraggio internazionale completo e obiettivo sul cessate il fuoco.
4. Escludere l’uso di aerei da combattimento contro civili e città.
5. Scambio incondizionato di prigionieri/ostaggi.
6. Corridoi umanitari per i movimenti di profughi e la consegna di aiuti umanitari nelle regioni dell'Est.
7. Accesso diretto delle unità di ricostruzione alle infrastrutture sociali e di trasporto con assistenza collaborativa.
 

Cose paragonabili a crimini contro l'umanità, alle quali si spera che l'Occidente risponda con la sua ben nota onestà intellettuale e superiorità democratica, già vista in azione in passato, dalla gestione dell'incidente del Golfo del Tonchino alle armi di Saddam ed agli "accordi di pace" di Rambouillet.

Questi ultimi, anzi, potrebbero essere lo spunto per una controproposta occidentale:
1. Ritiro delle truppe russe entro 100 km dal confine russo-ucraino.
2. Possibilità per la NATO di far entrare suoi carri armati e truppe entro 100 km in territorio russo.
3. Macchè controllo internazionale e ritiro truppe di Kiev, i "buoni" siamo noi della NATO, non serve altro ...

Ancora una volta Putin dimostra che è lui l'unico vero statista,Obama al max puo lucidargli le scarpe.

 


 

condizioni ritenute necessarie da Putin per la tregua nel conflitto ucraino. - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/ContentItem-a82cfb93-bd90-4871-b2a3-999232082a8c.html#sthash.zUOnapqq.dpuf

venerdì 15 agosto 2014

ASSUNZIONE DELLA VERGINE MARIA


 

ASSUNZIONE DELLA VERGINE MARIA

   

Assunzione in cielo, quando il Figlio apre alla mamma, che gli ha dato la vita, le porte della vita eterna.. che gioia!!Buona festa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria! 

 

Vergine Madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura.

Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile ed alta più che creatura,
termine fisso d’eterno consiglio,
tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘l suo Fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.Nel ventre tuo si raccese l’amore
per lo cui caldo nell’eterna pace
così è germinato questo fiore.
Qui se’ a noi meridiana face
di caritade, e giuso infra i mortali
se’ di speranza fontana vivace.

Donna, se’ tanto grande, e tanto vali,
che qual vuol grazia, e a te non ricorre,
sua disianza vuol volar senz’ali.

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietade,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontade.

Dante Alighieri, Divina commedia, Canto XXXIII

 

lunedì 9 giugno 2014

Papa Francesco:''Per la pace ci vuole coraggio, molto più che per la guerra''. Shalom, Pace, Salam! Amen.

Papa Francesco:''Per la pace ci vuole coraggio, molto più che per la guerra''. 
Shalom, Pace, Salam! Amen.

 

  «Signori Presidenti, il mondo è un’eredità che abbiamo ricevuto dai nostri antenati, è vero, ma è anche un prestito dei nostri figli: figli che sono stanchi e sfiniti dai conflitti e desiderosi di raggiungere l’alba della pace; figli che ci chiedono di abbattere i muri dell’inimicizia e di percorrere la strada del dialogo e della pace perché l’amore e l’amicizia trionfino». PAPA FRANCESCO
 
Signori Presidenti, Santità, fratelli e sorelle!

con grande gioia vi saluto e desidero offrire a voi e alle distinte Delegazioni che vi accompagnano la stessa calorosa accoglienza che mi avete riservato nel mio pellegrinaggio appena compiuto in Terra Santa.

Vi ringrazio dal profondo del cuore per aver accettato il mio invito a venire qui per invocare insieme da Dio il dono della pace. Spero che questo incontro sia un cammino alla ricerca di ciò che unisce, per superare ciò che divide. E ringrazio Vostra Santità, venerato Fratello Bartolomeo, per essere qui con me ad accogliere questi illustri ospiti. La Sua partecipazione è un grande dono, un prezioso sostegno, e testimonianza del cammino che come cristiani stiamo compiendo verso la piena unità.

La vostra presenza, Signori Presidenti, è un grande segno di fraternità, che compite quali figli di Abramo, ed espressione concreta di fiducia in Dio, Signore della storia, che oggi ci guarda come fratelli l’uno dell’altro e desidera condurci sulle sue vie. Questo nostro incontro di invocazione della pace in Terra Santa, in Medio Oriente e in tutto il mondo è accompagnato dalla preghiera di tantissime persone, appartenenti a diverse culture, patrie, lingue e religioni: persone che hanno pregato per questo incontro e che ora sono unite a noi nella stessa invocazione. È un incontro che risponde all’ardente desiderio di quanti anelano alla pace e sognano un mondo dove gli uomini e le donne possano vivere da fratelli e non da avversari o da nemici.

Signori Presidenti, il mondo è un’eredità che abbiamo ricevuto dai nostri antenati, ma è anche un prestito dei nostri figli: figli che sono stanchi e sfiniti dai conflitti e desiderosi di raggiungere l’alba della pace; figli che ci chiedono di abbattere i muri dell’inimicizia e di percorrere la strada del dialogo e della pace perché l’amore e l’amicizia trionfino. Molti, troppi di questi figli sono caduti vittime innocenti della guerra e della violenza, piante strappate nel pieno rigoglio.

E’ nostro dovere far sì che il loro sacrificio non sia vano. La loro memoria infonda in noi il coraggio della pace, la forza di perseverare nel dialogo ad ogni costo, la pazienza di tessere giorno per giorno la trama sempre più robusta di una convivenza rispettosa e pacifica, per la gloria di Dio e il bene di tutti. Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di più che per fare la guerra. Ci vuole coraggio per dire sì all’incontro e no allo scontro; sì al dialogo e no alla violenza; sì al negoziato e no alle ostilità; sì al rispetto dei patti e no alle provocazioni; sì alla sincerità e no alla doppiezza. Per tutto questo ci vuole coraggio, grande forza d’animo.

La storia ci insegna che le nostre forze non bastano. Più di una volta siamo stati vicini alla pace, ma il maligno, con diversi mezzi, è riuscito a impedirla. Per questo siamo qui, perché sappiamo e crediamo che abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio. Non rinunciamo alle nostre responsabilità, ma invochiamo Dio come atto di suprema responsabilità, di fronte alle nostre coscienze e di fronte ai nostri popoli. Abbiamo sentito una chiamata, e dobbiamo rispondere: la chiamata a spezzare la spirale dell’odio e della violenza, a spezzarla con una sola parola: "fratello". Ma per dire questa parola dobbiamo alzare tutti lo sguardo al Cielo, e riconoscerci figli di un solo Padre. A Lui, nello Spirito di Gesù Cristo, io mi rivolgo, chiedendo l’intercessione della Vergine Maria, figlia della Terra Santa e Madre nostra. Signore Dio di pace, ascolta la nostra supplica!

venerdì 6 giugno 2014

Caro Orsoni, per essere del PD non basta rubare, bisogna avere anche la tessera....come infatti...

Caro Orsoni, per essere del PD non basta rubare, bisogna avere anche la tessera....come infatti...
 

Caso Mose, il Pd: “Orsoni e Marchese non sono iscritti al partito”

Dopo gli arresti per lo scandalo Mose, il Pd si allontana dagli amministratori locali sottoposti a custodia cautelare.

Fonte:http://www.fanpage.it/caso-mose-il-pd-orsoni-e-marchese-non-sono-iscritti-al-partito/ 

Che ipocriti, altro che "sconosciuto" al PD! Il sindaco di Venezia GIORGIO ORSONI risulta bellamente in vista nel sito ufficiale del PD con tanto di curriculum!!!

Giorgio Orsoni

Sindaco del Comune di Venezia

pubblicato il 2 marzo 2010 , 4004 letture

Ho 63 anni, sono nato a Venezia dove risiedo con la mia famiglia, mia moglie Agnese e i miei figli. Dal 29 marzo 2010 sono Sindaco di Venezia.
Svolgo la professione di avvocato dal 1972, specializzato in Diritto Amministrativo.
Sono professore ordinario di diritto amministrativo nell'Università Ca' Foscari di Venezia e Direttore scientifico del master in "Diritto dell'Ambiente" istituito presso l'Università Ca' Foscari di Venezia.
Ho sempre seguito le problematiche della città sia per vocazione sia in virtù della mia professione e di una esperienza amministrativa che mi ha visto ricoprire diversi incarichi, fra cui:

consigliere giuridico preposto al settore legislativo costituito presso il Ministro per le Aree Urbane (1997-1999);
componente della Commissione Ministeriale per il regolamento di cui all'articolo 3 della L. 109/94 (D.M. 11 giugno 1997);
componente della Commissione di studio per l'approfondimento delle problematiche relative al riordino di strutture ed uffici centrali e periferici del Ministero dei Lavori Pubblici, del Dipartimento per le aree urbane presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri nonché dell'ANAS (D.M. 22 aprile 1998);
componente della Commissione di studio per l'approfondimento delle problematiche relative all'iter legislativo della riforma della legge urbanistica istituita presso il Ministero dei lavori Pubblici (D.M. 8 maggio 1997);
Direttore della Scuola Diretta a Fini Speciali per Assistenti Sociali nell'Università degli Studi di Venezia dal 1990 al 1992;
Consigliere di Amministrazione della Società di Cultura "La Biennale" di Venezia dal 2000 al 2003;
Presidente della SAVE Engineering SpA, Società di Ingegneria dell'Aeroporto di Venezia Marco Polo dal 1997 al 2003;
Assessore al Patrimonio e rapporti istituzionali del Comune di Venezia (dal 2001 al 2005);
Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Venezia nonché Presidente dell'Unione Triveneta dei Consigli dell'Ordine.


Attualmente sono:
Componente il Consiglio Nazionale Forense;
Vice Presidente della Fondazione Cini di Venezia;
Primo Procuratore di San Marco a Venezia;
Consigliere Fondazione lirica La Fenice di Venezia.

Fonte:http://www.partitodemocratico.it/doc/103434/giorgio-orsoni.htm
Nessuno che si assume la responsabilità. Si affidano a perifrasi, eufemismi che gli permettono di poter dire tutto e il contrario di tutto. Nessuno dice con chiarezza che il sindaco di Venezia, Giorgio ORSONI, era ed è del PD. Infatti, nonostante le smentite, Giorgio ORSONI è nel sito ufficiale del PD con tanto di curriculum! (pubblicato il 2 marzo 2010).A quanto pare,caro Orsoni, per essere del PD non basta rubare, bisogna avere anche la tessera....mah....
 giorgio orsoni  Giorgio orsoni, sindaco di Venezia
Daje a ride.....
comunicato PD 2 febbraio 2011
"Oggi il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, ha annunciato una direttiva improntata alla trasparenza nelle assunzioni pubbliche. è un'iniziativa lodevole e da rilanciare con grande forza. Da un lato, la giunta Alemanno e gli scandali delle assunzioni per linea dinastica. Dall'altro, chi, come Orsoni, fa del rigore e del merito una bussola nella selezione dei dipendenti. Ecco, la differenza tra noi e loro. Nei fatti e non a chiacchiere". Lo annuncia in una nota Marco Meloni, responsabile Pubblica Amministrazione nella segreteria nazionale del PD. "Più nel dettaglio - aggiunge Meloni - quella di Venezia è una buona pratica che fornisce l'occasione per riaffermare con chiarezza un principio sacrosanto, sancito dalla Costituzione e tradito nella prassi: le assunzioni e le progressioni di carriera presso tutte le pubbliche amministrazioni devono fondarsi su procedure trasparenti e fondate sul merito. Un principio che deve acquistare piena effettività ed estendersi a tutte le società pubbliche o a partecipazione pubblica. Il rispetto di questi principi, tuttavia, non può essere affidato alla buona volontà di singoli amministratori, che rischiano di essere delle mosche bianche.
Per questo al centro delle proposte del PD per il settore pubblico, che presenteremo all'Assemblea nazionale di venerdì e sabato prossimi, ci saranno le norme per ristabilire, con strumenti di legge, il vincolo a rispettare il principio costituzionale del concorso pubblico, e proposte concrete per garantirne l'effettività: concorsi unici con procedure affidate a un organismo esterno indipendente, dai quali le singole amministrazioni possono attingere il personale; limiti rigorosissimi per l'attivazione di rapporti atipici e divieto di ricorrere a somministrazione del personale; divieto di attivare contratti "precari" prima dell'esaurimento delle assunzioni di idonei in concorsi; mobilità nelle carriere fondata sul merito, riconoscendo le funzioni svolte in altre amministrazioni". "Vogliamo spezzare una volta per tutte - prosegue - la spirale per cui nelle amministrazioni pubbliche si entra con contratti precari e senza selezioni trasparenti, cui succedono procedure di stabilizzazione, e illuminare l'oscurità che spesso fa delle amministrazioni pubbliche e ancor più di società pubbliche e parapubbliche un luogo di malapolitica, offendendo l'impegno di chi in buona fede studia e si prepara, e che ha diritto di andare avanti in base ai suoi meriti e non a protezioni o a metodi clientelari". "Per questo - annuncia in conclusione - tutti gli amministratori locali del PD, una volta approvato il documento in Assemblea, si dovranno impegnare al rispetto di questi principi. Principi che nella decisioni della giunta Orsoni hanno trovato una prima, felice, applicazione".
Fonte:http://www.partitodemocratico.it/doc/202840/pa-meloni-pd-bene-orsoni-su-direttiva-antiparentopoli.htm
Intanto vedremo come finiranno le indagini.Come si fa nei Paesi civili.  Coraggio!!!!!
Ancora 2 giorni poi non se ne parlerà più,
ci dimenticheremo tutto e
andremo sotto il balcone ad applaudire
PD, FI e NCD che ci fanno le riforme.Cmq
è tutta colpa di Grillo,che strilla,dice troppe parolacce e si accorda con Farage.!!!!!