Da
tempo non riesco a guardare i nostri principali talk show dedicati
all’approfondimento politico senza provare conati di vomito. A parte la Gabbia di Paragone, il resto del panorama è nella migliore delle ipotesi desolante. Programmi come Ballarò di Floris e Otto e Mezzo di Gruber, poi, non hanno nulla da invidiare all’istituto Luce di mussoliniana memoria. Banalità, pensiero unico a difesa degli interessi della tecnocrazia nazista che guida la Ue e pizzini intimidatori all’indirizzo dei non allineati dominano la scena quasi dappertutto. Fino a ieri Servizio Pubblico di Michele Santoro,
a parte la teatralità del presentatore campano, risultava perfettamente
aderente rispetto al tragico contesto disinformativo dilagante (clicca per leggere). D’altronde la massoneria reazionaria
non avrebbe potuto disintegrare scientemente l’apparato produttivo dei
Paesi che compongono l’area euro senza prima essersi assicurata il
controllo totale e asfissiante dei principali mezzi di comunicazione. Da
anni a questa parte è sostanzialmente vietato avanzare critiche nei
confronti dell’attuale costruzione europea. Dogmi come austerità, pareggio di bilancio e privatizzazioni vanno
accolti per fede, pena l’esclusione dal circuito che conta con annesso
oscuramento e definitivo oblio. Improvvisamente, trascorsi anni di
sciagure causate da politiche miopi e criminali, una piccola breccia
sembra essersi finalmente insinuata nel sistema. Dopo la dura presa di
posizione del Tesoro americano nei confronti della Germania, guarda
caso, alcuni importanti giornalisti hanno improvvisamente trovato il
coraggio di osare l’inosabile. Solo così si spiega lo spazio concesso ieri da Santoro in prima serata ad un efficace Alberto Bagnai, economista eterodosso che vanta eloquio forbito e buone letture. In presenza del redivivo e balbettante viceministro Stefano Fassina, meno peggio del solito (clicca per leggere), l’autore de Il Tramonto dell’Euro
ha letteralmente disintegrato, dati e grafici alla mano, tutta una
serie di falsi miti che da decenni obnubilano la mente degli italiani.
Demoni mostruosi e inattaccabili come lo spauracchio del debito pubblico, la bontà dei vincoli europei e l’utilità dei necessari sacrifici evaporavano
di fronte al lucido e pacato argomentare del professore fiorentino.
Solo uno dei miti che ancora affollano maleficamente la mente degli
italiani resiste ancora a dispetto della più solare evidenza: quello
tendente a leggere la crisi in chiave auto-accusatoria, quale scontato e
giusto risultato dei soliti mali che affiggono l’Italietta dedita allo
spreco, al malaffare e alla corruzione. E’ facile quanto
scorretto soggiogare le masse titillandone l’atavico istinto alla
autoflagellazione, per giunta spacciato con fare sulfureo quale unica via praticabile al fine di scacciare il male sopravvenuto a causa del peccato.
Su questa linea, falsa e strumentale, si posizionavano un gruppo di
giovinastri fortunatamente emigrati all’estero nonché il solito Marco Travaglio in versione Savonarola. E’
bene che i cittadini comprendano con chiarezza che la macroeconomia,
checché ne dicano alcuni interessati scribacchini, non è una sottobranca
dell’etica. Tutti naturalmente vorremmo vivere all’interno di
una società onesta e rispettosa delle regole, ma, al di là della facile
retorica, la ricchezza complessiva di un Paese dipende da altri fattori.
Esistono infatti società molto corrotte ma ricche, così come ne
esistono altre povere ma probe. Non c’è bisogno di scomodare la favola delle api di Bernard de Mandeville per rendersene conto (clicca per leggere).
Giusto per fare qualche esempio: sapete quale grande azienda
multinazionale ha dovuto pagare una multa salatissima per avere ammesso
di avere pagato fior di tangenti a destra e a manca? La tedesca Siemens (clicca per leggere). La banca HSBC, al centro di condotte che definire spericolate è un eufemismo (clicca per leggere), è
forse il frutto avvelenato della atavica corruzione asiatica, africana o
sudamericana che genera povertà ed esclusione sociale? Non mi pare. La
verità è semplice ed è un’altra. I Paesi ricchi elaborano spesso al
proprio interno sistemi sofisticati e complessi per accaparrarsi ingenti
risorse con qualunque mezzo riuscendo quasi sempre con la forza e
con l’arguzia ad aggirare il controllo di legalità; quelli poveri,
invece, esprimono in genere classi dirigenti che si vendono per un
piatto di lenticchie. Vi faccio un’altra domanda: se domani, in virtù di
un inasprimento dei controlli fiscali, l’evasione crollasse
sensibilmente, al lume del vostro intelletto l’Italia risulterebbe nel
suo complesso più ricca o più povera? Io vi dico che sarebbe più povera,
perché la minore ricchezza privata circolante determinerebbe un
ulteriore crollo dei consumi, mentre le maggiori risorse reperite
provvisoriamente dallo Stato finirebbero con l’essere utilizzate da
masnadieri come Letta e Saccomanni per
pagare gli interessi alla banche speculative tedesche e francesi senza
che il sistema Italia possa trarne nei fatti alcun beneficio
sostanziale. In pratica l’ipotetico comodino pignorato da Equitalia al
pensionato insolvente con il fisco finirebbe immediatamente nella
disponibilità dei soliti voraci colossi finanziari internazionali che
creano e disfano le carriere politiche di figuranti mediocri ed
etero-diretti come Enrico Letta. Siete ancori sicuri
del fatto che la giustizia formale cammini sempre in compagnia della
giustizia sociale, del buon senso e della crescita economica? Perlomeno
pensateci.
Note conclusive:
1) Alla fine degli anni ’80, poco prima
dello scoppio di Mani Pulite, l’Italia superava in termini economici la
Gran Bretagna, diventando così la quinta potenza industriale al mondo
nonostante il dilagare di tangenti e mazzette (clicca per leggere)
2) Non è vero che la spesa pubblica italiana è esorbitante. Al contrario, spiega Brancaccio, è sotto la media Ue (clicca per leggere)
3) Non è vero che la montagna del debito pubblico italiano
è figlia delle politiche allegre dei partiti della prima Repubblica. Il
debito italiano esplode in conseguenza della separazione tra Tesoro e
Banca d’Italia avvenuta nel 1981 per volontà di Beniamino Andreatta. Decisivo passo nella direzione dell’asservimento dell’interesse pubblico nei confronti delle oligarchie finanziarie private (clicca per leggere)
Alberto Bagnai: “Se c’è un problema e se c’è rigidità del cambio, dobbiamo abbassare i
salari. Ecco perché c’è una diseguaglianza, e c’è una intera fascia di
popolazione che si chiede come si può votare certi partiti che hanno
portato a questa situazione sull’euro. “C’è un’intera fascia di popolazione che si chiede come fa a votare i partiti che
hanno accettato di aderire ad un sistema monetario in cui quando c’è uno
shock ricade sul mondo del lavoro”
The Brussels business: viaggio nel mondo delle lobbies
M. Monti: “Stiamo distruggendo la domanda interna”
Fareed Zakaria's defence of neo-liberalism runs into trouble when
Italian PM says "fiscal discipline" destroying domestic demand
************************************
“We are actually destroying domestic demand through fiscal consolidation” tradotto “in realtà stiamo distruggendo la domanda interna tramite il consolidamento fiscale”
a/simmetrie in collaborazione con il Dipartimento di Economia dell’Università Gabriele d’Annunzio organizza l’edizione 2013 del convegno internazionale Euro, mercati, democrazia, intitolata Come uscire dall’euro.
L’evento si svolgerà nei giorni 26 e 27 ottobre, presso il centro
congressi dell’Hotel Residence Serena Majestic a Montesilvano (PE), con
la partecipazione di importanti relatori internazionali.
I lavori del convegno si apriranno con una prolusione,
tenuta sabato pomeriggio da Joao Ferreira do Amaral (Istituto Superiore
di Economia e Management di Lisbona). Seguirà la presentazione di relazioni
sulla crisi dell’eurozona (di Bagnai, Borghi, Fusaro, Kawalec, Montero
Soler, Panagiotis, Pozzi, Zezza). Nel pomeriggio di domenica si terrà
una tavola rotonda sul tema L’impatto della crisi economica sul mondo dell’informazione (partecipano
Antonello Angelini, Stefano Feltri, Giulia Innocenzi, Vito Lops,
Massimo Rocca, Simone Spetia). I lavori si concluderanno con la presentazione del testoEuro e (o?) democrazia costituzionale, di Luciano Barra Caracciolo.
Segui la diretta in streaming dell'evento a cura di Simone Curini. http://www.ustream.tv/channel/m5s-simone-curini
IL GOVERNO FANTOCCIO DELLE BANCHE........ LETTA ''Io so benissimo che molti avrebbero sperato che noi fossimo in grado di stampare moneta,ma tra le competenze del nostro governo e del ministro dell'economia Saccomanni non c'è quella di stampare moneta.Quindi noi dobbiamo tenere i conti in ordine.''DAL MIN. 15.10 http://www.youtube.com/watch?v=Jr7RvAdzEEg&feature=player_detailpage#t=916
Letta presenta il bluff della legge di stabilità 2014 CONFERENZA STAMPA INTEGRALE.
L’Italia e
altri paesi affondano nella recessione e nella disoccupazione per
mancanza di investimenti, aumento delle tasse, crollo della domanda,
tagli del welfare.Quanti di voi hanno seguito la conferenza stampa dell'uomo che ha promesso di voler morire per Maastricht?Bene,la parte più interessante della messinscena inizia dal min.15.10.Il capo del governo fantoccio ci spiega che tra le competenze del governo e del ministro dell'economia di guerra Saccomanni non c'è quello di stampare moneta.Bella scoperta.Intanto il paese muore.
SIAMO ALLA RESA DEI CONTI......MA QUALCUNO CE L'AVEVA DETTO.....
Paul Krugman
''(l’Unione monetaria non è stata progettata per fare tutti contenti. È stata
progettata per mantenere contenta la Germania – per offrire quella
severa disciplina antinflazionistica che tutti sanno essere sempre stata
desiderata dalla Germania, e che la Germania sempre vorrà in futuro)'' ''Quello che è successo è
che entrando nell’euro, la Spagna e l’Italia hanno ridotto loro stessi
a paesi del Terzo Mondo, che prendono in prestito la moneta di
qualcun’altro, con tutte le perdite di flessibilità che tale operazione
comporta. In particolare, siccome i paesi dell’area euro non possono
stampare moneta neanche in casi di emergenza, sono soggetti a
interruzioni di finanziamenti, a differenza dei paesi che invece hanno
mantenuto la propria moneta. Il risultato è quello che abbiamo tutti
sotto gli occhi.” “Qual è
l’alternativa? Ebbene, nel 1930 [...] la condizione essenziale per il
recupero era l’uscita dal gold standard. La mossa equivalente adesso
sarebbe l’uscita dall’euro, e il restauro delle monete nazionali.“
L'elettore raggirato: la democrazia alla prova dei sistemi di voto. '' Dal 1993 nel nostro paese vige un sistema elettorale che distorce
completamente la volontà popolare. In fondo era proprio questo il senso
di quell'operazione, ossia dava fastidio l'idea che ci fosse una
rappresentanza parlamentare di forze minoritarie, di opposizione
radicale. Non bastava più detenere il potere in forma piena, ma
bisognava cacciare dal Parlamento qualunque voce non omologata e la via
più elegante era quella del maggioritario, fondato su un principio
assolutamente cretino che si chiama "governance", che detto in inglese
fa più effetto. Invece, piaccia o non piaccia, il compromesso tra forze
diverse è l'unico modo per dare voce alla maggior parte dei cittadini. '' Luciano Canfora
Intervista allo storico Luciano Canfora Nel suo ultimo lavoro "La trappola" lei punta l'indice sul
sistema elettorale maggioritario indicato come origine di quasi tutti i
mali che hanno afflitto la vita politica italiana nell'ultimo ventennio.
Dal 1993 nel nostro paese vige un sistema elettorale che distorce
completamente la volontà popolare. In fondo era proprio questo il senso
di quell'operazione, ossia dava fastidio l'idea che ci fosse una
rappresentanza parlamentare di forze minoritarie, di opposizione
radicale. Non bastava più detenere il potere in forma piena, ma
bisognava cacciare dal Parlamento qualunque voce non omologata e la via
più elegante era quella del maggioritario, fondato su un principio
assolutamente cretino che si chiama "governance", che detto in inglese
fa più effetto. Invece, piaccia o non piaccia, il compromesso tra forze
diverse è l'unico modo per dare voce alla maggior parte dei cittadini. I sostenitori del sistema bipolare-maggioritario le
potrebbero obiettare che quest'ultimo è stato partorito da un referendum
e quindi dalla volontà popolare.
Anche Benito Mussolini nel '29 ebbe un plebiscito referendario
autentico. Il referendum del '93 è stato architettato dai vertici
politici dei partiti principali. Quando il Pds ex Pci si convertì al
bipolarismo pensando di vincere al tavolo da gioco le successive
elezioni tutta la macchina di propaganda culturale, politica e
giornalistica di quel partito si mise a suonare le campane a favore del
maggioritario e portarono alle urne grandi milioni di persone
raccontandogli una grossa menzogna. Quale?
Che il sistema proporzionale frantuma la rappresentanza e tende a
favorire accordi sottobanco tra i partiti. Ricordare che gli elettori
hanno scelto è un'ovvietà, è come dire che l'acqua è bagnata, in realtà
gli elettori scelsero come furono portati a scegliere, furono pilotati,
martellati e oprati alle urne. Che l'elettorato possa compiere scelte
sbagliate è evidente e la Storia ci fornisce diversi esempi. In teoria il Porcellum sarebbe un sistema proporzionale
Solo in teoria poiché nel momento stesso in cui si introducono i
concetti di quorum e di premio di maggioranza siamo all'interno di una
cornice maggioritaria. Come è cambiata la politica italiana in questo ventennio?
Continuiamo a dire le cose ovvie perché è molto utile. Il maggioritario
qualunque ne sia la forma e qualunque ne sia la regola, impone
all'elettore due strade. O votare per un partito che non gli piace, il
cosiddetto "turarsi il naso" o addirittura lo spinge a non votare. Da
vent'anni noi stiamo percorrendo entrambe le strade, l'astensione
aumenta in modo vertiginoso, ultimo esempio le comunali di Roma dove la
metà degli aventi diritto è rimasta a casa. E al tempo stesso,
attraverso il ricatto del voto utile, costringiamo gli elettori a
scegliere partiti lontani dalle proprie idee e convinzioni, alimentando
la disaffezione per la politica. Quando ci viene scioccamente detto che
le cosiddette grandi democrazie hanno intrapreso questa strada, si può
citare l'America dove la gran parte degli elettori non va alle urne.
Stessa musica per la Svizzera dove belle varie tornate si ha
un'affluenza dei circa il 25-30%. Dire che questa è una prova di
maturità per la democrazia è il colmo della stupidità.
In questi ultimi giorni abbiamo assistito stupefatti ad un profluvio di
ipocrisie, vigliaccate e menzogne. Fra tutte le falsità ascoltate nelle
ultime ore, ce n’è una che mi ha indignato particolarmente. Quella cioè
tendente ad accreditare l’idea di una imminente “rinascita” della Dc, propiziata dal “responsabile” accordo fra due “moderati doc” come Enrico Letta e Angelino Alfano avvenuto sotto lo sguardo commosso e severo di Giorgio Napolitano,
re d’Italia e (in prospettiva) imperatore d’Etiopia. La storia della Dc
è costellata di luci e ombre, ma nessuno può permettersi di confondere
il partito che fu di Sturzo, De Gasperi, La Pira e Moro
con le pagliacciate di due ragazzetti insipidi e vuoti, etero-diretti
dai massoni reazionari continentali per completare una trasformazione in
senso oligarchico e feudale della civiltà occidentale. A tutto c’è un
limite. Comprendo le ragioni che inducono il mainstream ad affibbiare la patente di “centrista ragionevole” a quelli che accettino supinamente di assecondare le pulsioni assassine che pervadono il politburo
di Bruxelles. Si tratta di una strategia comunicativa sapiente e
pianificata che, per contrasto, bolla come esagitati perfino i pochi che
esprimono un pensiero critico morbido e argomentato. Ma quanto potrà
durare un sistema di potere che si alimenta di imbrogli e raggiri? Basta
autodefinirsi “moderati” per esserlo per davvero? A dispetto
dei morti provocati, dei suicidi indotti e delle sofferenze dolosamente
inflitte, per quanto goffamente nascoste dal piglio finto-contrito di chi continuamente si strugge “per il bene del Paese”?
Vergognatevi miserabili, ipocriti e furabutti! Abbiate il coraggio di
assumere fino in fondo la responsabilità derivante dalle vostre indegne e
sanguinarie condotte. Senza nascondervi dietro un paravento fumoso e in
via di dissoluzione che, innalzato da media complici e compiacenti,
prova a rappresentarvi come campioni di un popolo dei “moderati” alla continua ricerca di soluzioni possibili e di buon senso. Siete solo dei volgari nazisti di ritorno,
altro che legittimi eredi di un partito di massa che in un paio di
decenni ha trasformato un Paese come l’Italia, povero, analfabeta e
agricolo, in una delle principali potenze industrializzate del pianeta.
In queste ultime ore i massoni reazionari hanno lavorato alacremente per
puntellare il governo del fedele servitore Enrico Letta. Non passava giorno senza che i vari Rehn, Schulz, Barroso e fratelli reazionari,ovunque dislocati, non inviassero alle solite agenzie lettere d’amore all’indirizzo del nipotino preferito del felpato zio Gianni. Accadeva lo stesso, ricorderete, durante il governo del divino Monti, quando, nonostante tutti gli indicatori economici dimostrassero il contrario, la solita carovana col cappuccio si congratulava con il becchino della Bocconi per “gli impressionanti risultati raggiunti”.
CON L’EURO LAVOREREMO UN GIORNO IN MENO GUADAGNANDO COME SE LAVORASSIMO UN GIORNO IN PIÙ. ROMANO PRODI 1999
01/10/2013 Istat:
Italia disoccupazione giovani al 40,1%, è record.
Ad agosto 2013 in Italia gli occupati sono 22 milioni 498 mila, gli abitanti 59 milioni 700 mila. Traete le vostre conclusioni.
Ad agosto 2013 il tasso di disoccupazione si attesta al 12,2%. Tranquilli è la svalutazione interna, tutto regolare.
Disoccupazione al 12% è top dal 1977
E oggi 1 ottobre 2013 il governo italiano aumenta l'IVA al 22%
Mi raccomando...non fermate la ripresa!!!
L'Italia non ha altra scelta che uscire dall'Euro e dall'Ue, e sarà costretto a farlo dagli eventi.
Prof. Alberto Bagnai
58 anni di disoccupazione in Italia
Un interessante scambio su Twitter
mi ha fatto capire che nel mondo dell'informazione sono per lo più
ignoti (a meno che non siano travisati) alcuni fatti cruciali relativi
all'economia italiana. Con l'occasione, mi preme sottolineare che il
Sole24Ore, per una volta, ha fornito il dato in modo corretto:
dire che il dato attuale è il più elevato dal 1977, infatti, non
significa dire che il dato attuale sia uguale a quello del 1977, cioè
che si sia, per così dire "tornati" al 1977. Significa semplicemente
dire che se si va indietro fino al 1977 con i dati dell'Istat non si
riscontra mai un valore altrettanto elevato.
Credo che la forzatura commessa dal dr. Zucconi, affermando che "siamo
tornati al 1977", risenta di un suo certo qual desiderio compulsivo di ricostruire orwellianamente la storia,
un peccatuccio nel quale ogni tanto egli incorre (se sia veniale o meno
lo giudichino i lettori, considerando la recidiva, e la posizione di
responsabilità che il personaggio occupa).
Tuttavia alcune osservazioni fatte da lettori del mio blog
mi hanno reso consapevole del fatto che, al di là delle possibili
distorsioni ideologiche, esiste un reale bisogno di informazione
statistica corretta. Voglio chiarire che in questo caso la distorsione
ideologica appare determinata dalla volontà di indurre nel lettore
l'idea che quando l'Italia era dotata di una propria valuta nazionale
tutto (disoccupazione inclusa) andasse peggio. Una volontà palesata dal
tanto rivelatorio quanto ingenuo "e non potevamo nemmeno dare la colpa
all'€". Insomma, Zucconi è effettivamente convinto che negli anni '70 la
disoccupazione fosse a due cifre, e ovviamente, se così fosse stato,
non si sarebbe che potuto concludere con lui che l'euro non c'entrava
nulla (essendo ancora in mente Dei, o più esattamente nella mente di Werner).